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Attività sportiva per bambini e adolescenti: le info sul certificato medico

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Obbligatorietà e costi del certificato medico per cominciare un’attività sportiva agonistica o amatoriale

È partito il periodo dell’inizio delle attività sportive per i bambini e gli adolescenti, una liberazione dopo la lunga attesa e le privazioni dettate dal covid. E, per poter svolgere un’attività, diventa di fondamentale importanza avere il certificato medico. Serve, a questo punto, capire quando è obbligatorio, dove si può fare e che costi sostenere.

Il certificato medico non è obbligatorio per i bambini fino ai sei anni, una scelta dettata dal voler incentivare lo sport nei più piccoli senza gravare troppo sulle famiglie. Certo, qualche volta è capitato di sentirselo chiedere ma si tratta solo di una motivazione di natura assicurativa.

Se si parla di attività sportiva non agonistica, il documento non è obbligatorio ma facoltativo se l’attività si svolge all’interno di società non affiliate. Diventa obbligatorio quando l’atleta frequenta corsi presso società affiliate alle Federazioni nazionali affiliate al Coni o Enti riconosciuti dallo stesso. Discorso simile, e quindi obbligatorio, se l’attività riguarda giochi sportivi studenteschi o attività organizzate dalla scuola.

In caso di attività non agonistica, il certificato medico non è obbligatorio ma facoltativo

Il certificato, in questo caso, può essere rilasciato dal pediatra, dal medico di medicina generale o dal medico dello sport e ha un costo che può raggiungere i 60 euro, perché comprensivo anche dell’elettrocardiogramma (costo dell’Ecg di 20 euro). È gratuito se, invece, serve ad attività svolte nella scuola e c’è la richiesta del dirigente.

Il certificato diventa obbligatorio in caso di attività sportiva agonistica ma, in questo caso, diventa vincolante l’età per la pratica. Quella minima per il nuoto è 8 anni per il calcio è 12 anni. Il certificato è gratuito se la richiesta è avanzata dalla società di appartenenza del minorenne ed è rilasciato dall’Asl o da centri accreditati dalla Regione. Quest’ultima si fa anche carico del costo. Per la pratica agonistica serve una visita medica accurata. Previsti un ecg a riposo e sotto sforzo, spirometria, esame delle urine e altri test.

C’è anche il caso degli atleti agonisti non professionisti che sono guariti dal Covid. Per questa categoria è prevista la visita medico-sportiva non prima di 30 giorni dalla guarigione senza attendere la scadenza del certificato. Prevista una serie di esami aggiuntivi in base alla gravità dei sintomi. Si può andare dal test da sforzo massimale fino all’ECG Holter da eseguire nel corso dell’allenamento. Inoltre si dovranno eseguire esami del sangue e delle urine. Se l’infezione è avvenuta in forma grave, servirà, a discrezione del dottore, una serie di accertamenti polmonari. Il ritorno avverrà in forma graduale.

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Sport

Quasi metà degli italiani è in sovrappeso, un terzo non fa sport

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I dati emergono dall’Istat su indagine del 2021 sui fattori di rischio per la salute

In italia, quasi la metà della popolazione è in sovrappeso. Un terzo, non fa sport. È l’Istituto Nazionale di Statistica – Istat a descrivere il quadro allarmante nell’indagine relativa al 2021 sui fattori di rischio per la salute. L’indagine è intitolata “Aspetti della vita quotidiana”. Nello specifico, il campione comprende circa 19.800 famiglie per un totale di circa 45.600 individui. Le interviste sono state effettuate tra marzo e maggio 2021

Si rileva dai dati emersi, che il 46,2% della popolazione con più di 18 anni è in eccesso di peso; 34,2% in sovrappeso e 12% obeso. Il 50,9% è in condizione di normopeso e circa il 3% di sottopeso. Inoltre il 19% della popolazione di 14 anni e più dichiara di essere fumatore, circa 10 milioni di persone. Il 24% ha dichiarato di essere fumatore in passato e il 55,7% di non aver mai fumato. 

L’Istat riporta anche alcune statistiche relative al consumo di alcol. Secondo i dati il 66,3% della popolazione over 11 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica nel corso dell’anno. Più precisamente il 54,4% beve vino, il 50,4% consuma birra e il 45,4% aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori. Dati preoccupanti arrivano in merito alla pratica di attività sportiva in Italia. Il 33,7% della popolazione, di 3 anni e più, dichiarano infatti di non praticare ne sport ne attività fisica nel tempo libero. Si osservano inoltre marcate differenze di genere: il 36,9% delle donne è sedentario contro il 30,3% degli uomini

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Oncologia

Prevenzione malattie e terapia aggiuntiva: l’importanza degli esercizi fisici

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Esistono certe raccomandazioni riguardanti gli esercizi fisici per la prevenzione dei tumori

La partecipazione a programmi di esercizi fisici, sia per la prevenzione di malattie, sia come terapia aggiuntiva per molti disordini clinici, è ormai diffusa ed in continuo aumento. Il laureato in scienze motorie è una figura sempre più integrata con il team medico che si occupa della salute e della cura del paziente. Questo perchè una buona programmazione dell’attività fisica contribuisce in modo sostanziale al miglioramento della salute e della qualità della vita.

Evidenze scientifiche attribuiscono all’esercizio fisico un ruolo protettivo anche nei confronti di molti tumori. Come per tutte le altre patologie, esistono dei fattori di rischio per lo sviluppo di un tumore: alcuni di essi non sono modificabili, altri sì. Tra i fattori non modificabili ci sono l’età, il sesso e la predisposizione genetica; tra quelli modificabili troviamo l’eccessiva esposizione ai raggi  ultravioletti, il fumo, il consumo di alcol, il sovrappeso, l’alimentazione scorretta, la sedentarietà.

Eliminare o ridurre l’impatto di questi fattori di rischio, modificando il nostro stile di vita, rappresenta quindi il primo passo per proteggere la nostra salute. Fatta questa necessaria premessa andiamo ora ad analizzare come l’esercizio fisico possa produrre i suoi effetti benefici nel nostro organismo e qual è la dose minima di esercizio consigliata.

Importanti risposte anche in termini di dimagrimento attraverso esercizi fisici regolare

L’attività fisica svolta in maniera regolare favorisce il dimagrimento. Il tessuto adiposo è ormai considerato come un vero e proprio organo endocrino, capace di produrre sostanze in grado di generare un’infiammazione cronica nel nostro corpo. Essendo l’infiammazione all’origine di molte malattie, modularla attraverso il controllo del peso rappresenta un importante fattore di protezione.

Anche i nostri muscoli durante l’esercizio producono sostanze, che hanno, però, un’azione antinfiammatoria e agiscono a livello di tutto il corpo. Si tratta di sostanze prodotte solo durante la contrazione muscolare, quindi durante l’attività fisica, che possono produrre effetti significativi e duraturi se l’esercizio è svolto in maniera regolare.

Ridurre l’infiammazione permette di regolare la produzione di insulina, migliorare la capacità delle nostre cellule di utilizzare gli zuccheri come carburante e ridurre i livelli di glicemia nel sangue.

Gli esercizi fisici hanno tanti benefici in termini di produzione ormonale, di sistema immunitario rinforzato e riduzione dello stress

Inoltre, l’esercizio regola la produzione ormonale, rinforza il sistema immunitario e aiuta a ridurre lo stress.

Ma quali sono le raccomandazioni riguardanti l’esercizio fisico per la prevenzione dei tumori?

–  sicuramente iniziare limitando le abitudini di vita sedentarie, come guardare la televisione, introducendo brevi momenti da dedicare all’esercizio fisico nella giornata;

– vengono suggeriti almeno 150 minuti la settimana di attività aerobica moderata o 75 minuti di attività aerobica intensa, da dividere in più sedute, cercando di arrivare ad eseguire almeno 30 minuti di attività consecutivi in ciascuna sessione;

– si possono utilizzare combinazioni costituite da momenti di attività moderata alternati a momenti di attività più intensa;

– sono consigliati, inoltre, esercizi di rinforzo dei principali gruppi muscolari, da inserire almeno due volte la settimana.

– particolarmente indicata l’attività cosiddetta “multicomponente”, cioè allenamenti che integrano lavoro aerobico e lavoro di rinforzo muscolare, come l’allenamento a circuito.

Gli esercizi fisici sono uno strumento importante per incrementare la sopravvivenza nei pazienti affetti da cancro

Oltre alla prevenzione, l’esercizio fisico rappresenta un valido strumento per incrementare la sopravvivenza nei pazienti affetti da cancro e prevenire le recidive. Le raccomandazioni sono le stesse, con l’accortezza di adattarle al singolo paziente, tenendo conto degli affetti della malattia e dei trattamenti. Nei prossimi articoli, pubblicati su testacolloinrete, vedremo in maniera più approfondita come l’esercizio possa essere di aiuto per questi pazienti e quali sono gli aspetti pratici da considerare per pianificare l’attività motoria.

Francesca TanziniChinesologo e personal trainer

Fonti:

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Sport

Morte di Astori, condanna per il medico: risarcimento di oltre 1 milione di euro

Tempo di lettura: 2 minuti Dopo una serie di analisi e documentazioni raccolte si è arrivati a individuare Giorgio Galanti come unico imputato, accusato di omicidio.

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Una storia che sconvolse non solo gli appassionati di calcio ma il mondo intero. La morte di Davide Astori non poteva non toccare perché si trattava di un ragazzo giovane, nel bel mezzo di una carriera calcistica di primo piano e perché assolutamente improvvisa.

Era uno sportivo, proprio questo ha lasciato pensare che probabilmente qualcosa era andato storto e che potessero esserci situazioni da chiarire. Un iter giudiziario iniziato a giugno del 2018 dopo che, il 4 marzo dello stesso anno il capitano della Fiorentina fu trovato senza vita all’interno dell’albergo di Udine che ospitava la Viola per la sfida di campionato.

Dopo una serie di analisi e documentazioni raccolte si è arrivati a individuare Giorgio Galanti come unico imputato, accusato di omicidio colposo per due certificati di idoneità sportiva rilasciati al giocatore quando era direttore di Medicina dello Sport dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi, nel fiorentino.

Il dottore è stato condannato a un anno di reclusione, pena sospesa, e al pagamento di una provvisionale per il risarcimento danni per un ammontare complessivo di un milione e novantamila euro di cui 250.000 a favore della compagna del calciatore Francesca Fioretti, 240.000 per la figlia Vittoria, i restanti 600.000 per i genitori del capitano viola, Renato e Giovanna, e per i fratelli Marco e Bruno.

Un duro colpo che inchioda il medico, secondo la Procura, a una precisa responsabilità: il non aver rilevato delle anomalie nelle prove da sforzo. Il risultato avrebbe dovuto portare ad accertamenti che avrebbero fatto notare la cardiomiopatia aritmogena di cui Astori soffriva.

Di parere, ovviamente, contrario la difesa secondo la quale nessun esame avrebbe potuto far emergere questa anomalia, con Astori che non aveva mai manifestato sintomi. È servita una terza perizia, firmata da un cardiologo e da un medico legale, che è, poi, quella che ha portato alla condanna di Galanti: “L’holter ECG indicato all’interno delle linee guida cocis non è stato eseguito. – scrivono i due periti – Avrebbe potuto, ma non con alta probabilità (vista la variabilità delle aritmie) identificare aritmie maggiori che, se documentate, avrebbero indirizzato ad ulteriori indagini di terzo livello”.

Sarebbe stato necessario un defibrillatore per cercare di salvare la vita ad Astori, ma la morte è arrivata nel sonno, mentre si trovava da solo nella stanza d’albergo. Insomma, quella negligenza, per la Procura, ha meritato la condanna a un anno e sei mesi, come richiesto dal pm, ridotta a un anno per lo sconto previsto dal rito abbreviato.

risarcimento davide astori

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