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Come posso trasferire un concetto ai miei collaboratori o ad altre persone?

Tempo di lettura: 5 minuti Si tratta di comprendere la complessità nella costruzione di un messaggio e di controllare quanto si sta cercando di trasferire.

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Spesso l’etimologia delle parole ci aiuta: trasferire, cioè portare da -> a, da un luogo ad un altro. Ci trasferiamo di abitazione, di luogo, di regione, di posto di lavoro. Trasferiamo oggetti da una stanza all’altra.

Quando le cose sono fisiche, quando si tratta di oggetti, è tutto semplice. Basta prendere e spostare. Anche quando si tratta di informazioni basilari, il costo di un chilo di pane, la nostra altezza, l’indicazione per raggiungere un ristorante vicino, il compito è ancora abbastanza semplice. Basta parlare la stessa lingua e avere più o meno le stesse conoscenze.

Se parliamo d’informazioni e ancor peggio di concetti, l’asticella si alza per vari motivi.

Facciamo un esempio molto semplice, osservando ciò che sta avvenendo tra me che scrivo e voi che leggete, e ricevete non semplici e banali informazioni, ma esperienze di vita articolate o concetti complessi.

Nella mia prima vita professionale, iniziata nell’informatica da Operatore Meccanografico e terminata come EDP Manager e Consulente Sistemista IBM, ho lavorato in aziende che producevano oggetti come la Zerowatt Elettrodomestici o la Bindi Pasticceria per citarne due tra le tante, ma il mio prodotto erano solo strumenti per gestire e rielaborare informazioni.

Nei successivi trentacinque anni di vita lavorativa, in cui ho svolto la mia seconda e terza vita professionale, ho lavorato ancora solo con le parole, il mio strumento di lavoro e il mio oggetto di lavoro, solo parole, la cosa più aleatoria e intangibile che ci possa essere. Eppure ne ho fatto una professione remunerata, e in alcuni casi ben remunerata. Si vede che era scritto nel destino e nella mia esile struttura fisica, che il grosso del lavoro l’avrebbe svolto il mio cervello. Visto il mio essere attualmente in pensione parlo al passato, da cosa è dipesa la remunerazione o soprattutto la “ben remunerazione” in un libero mercato come libero professionista?

Dalla mia capacità di trasferire concetti e informazioni in modo chiaro e semplice, usufruibile da tutti, dalla mia capacità di organizzare strumenti e stimolazioni di varia natura per facilitare un processo di apprendimento, dalla mia abilità nel costruire materiali di lavoro, Guide di Percorsi Formativi Strutturati, slide e contenuti multimediali di differenti tipologie e in tempi nei quali questo argomento era riservato alle soli grandi aziende, dalla mia competenza nella ideazione di un modello di apprendimento originale e sperimentato orientato alla Formazione degli Adulti, dalla abilità nella gestione di relazioni, gruppi e comunità di apprendimento e gruppi di lavoro, in particolare nella gestione costruttiva di conflitti e nel potenziamento di empowerment personale e sociale, dalla mia serietà professionale nell’aver cura dei minimi dettagli, nell’aver cura delle relazioni, nel rispondere ad ogni mail aggiungendo un pizzico di ironia laddove possibile, nella creatività di nuovi contenuti e concetti strutturati e organizzati nei vari libri che ho scritto, soprattutto nella mia capacità di sollecitare la motivazione nelle persone all’investimento personale, nella capacità di creare un clima e un contesto di apprendimento sempre leggero e profondo allo stesso tempo, nella capacità di mantenere sempre viva e desta la attenzione delle persone anche in otto ore di formazione, nella mia disponibilità a non risparmiare energie, nella mia ferrea etica e deontologia professionale, anche nel mantenere riservate informazioni ricevute in contesti Istituzionali importanti, dalla competenza e flessibilità nel gestire situazioni, ambienti formativi e consulenze nei più variegati contesti, dal pubblico al privato, dalla Azienda Privata alla Amministrazione Pubblica, alla Società di Consulenza, alla Scuola, all’Università, una flessibilità maturata nella prima vita professionale, che mi ha visto operare in miriadi di aziende, di distribuzione, magazzinaggio, trasformazione, chimiche, metal meccaniche, di servizi, abbigliamento, Centri Servizi Paghe e Contabilità.

L’elenco sarebbe ancor più lungo, non bastano dieci righe per sintetizzare trentacinque anni di professione, vissuta e pensata da professionista. Ora, se qualcuno mi chiedesse cosa ho imparato di più significativo in questi quarantacinque anni di attività lavorativa risponderei questo: “Ho imparato a osservare e leggere cosa succede a questo mondo, e soprattutto a legegre tutto quanto sta tra le righe di chi parla, di chi scrive, di me stesso”.

Sin qui il racconto, la prima parte, un tentativo di trasferire, trasmettere un’esperienza e una acquisizione di vita. Ora avrebbe inizio la seconda parte, in realtà già svolta, cioè tutto quanto è successo a voi nel leggere questa narrazione in termini di ricezione.

Voi non sapete cosa io in realtà volevo trasferire, e io non so cosa voi avete ricevuto. Siamo ben messi. Ma un articolo, un breve articolo, è un banco di prova troppo limitato.

Anche il percorso della Academy IMR dal titolo “Trasferire concetti in Sanità: dalle riunioni al public speaking”, seppur significativo ed estremamente interessante, è poca cosa rispetto alla complessità del fenomeno di “trasferimento” indicato nella domanda iniziale.

Volendolo sviscerare maggiormente, si tratta di comprendere, da un lato la complessità nella costruzione di un messaggio e la possibilità di costruire e controllare intenzionalmente quanto si sta cercando di mettere in comune, trasferire, passare da noi ad altri. Dall’altro la complessità di una ricezione normalmente disturbata da una serie infinita di interferenze. Dall’altro ancora dalle dinamiche scaturire da questo tentativo di trasferimento: incomprensioni, malintesi, carenze di ricezione, perplessità, resistenze e diffidenze, minacce anche se non intenzionali.

Noi possiamo controllare al meglio quanto cerchiamo di trasferire, la parte relativa alla trasmissione. E quindi io chiedo a me stesso come posso in poche righe sintetizzare alcune caratteristiche della mia professionalità, con il semplice scopo di attirare l’attenzione di chi legge, sollecitare la sua motivazione, costruire un minimo di fiducia per l’expertise descritta, far riflettere sulla complessità di una professione e ancor di più della comunicazione. E per ultimo per ordine, ma primo per importanza, la possibilità che questa complessità sia possibile, per così dire, domarla, così come un domatore sembra rendere docile una fiera che digrigna i denti ed emette versi minacciosi.

Un percorso a volte lungo e faticoso, soprattutto per noi adulti che abbiamo già reso il nostro scheletro comunicativo abbastanza rigido e poco permeabile alle novità, soprattutto se suggerite da altri, con conseguente abbassamento di autostima e innalzamento di spinte invidiose, un percorso a volte lungo e faticoso ma un percorso possibile.

Possiamo rendere il nostro messaggio più chiaro e limpido possibile, nutrirlo di esempi, togliere ogni riferimento di tipo moralistico, di velata predica o somma pontificazione che ci pone una spanna sopra gli altri, possiamo cercare di metterci sullo stesso piano, ridurre al minimo la possibile minaccia che alcune informazioni per loro natura recano con sé, come quelle che indirizzano un comportamento o offrono elementi di tipo correttivo, possiamo disperatamente cercare di denotare anziché connotare ma…, il ma è d’obbligo.

Le nostre parole non veicolano solo i famosissimi “concetti”, ma anche sentimenti, significati, intenzioni, valori, costrutti, bisogni, scopi, aspettative, strutture relazionali, e tutto questo nella stragrande maggioranza dei casi, e purtroppo, implicitamente. Ecco il guaio e la complessità. E poi non abbiamo di fronte solo lavagne intonse su cui scarabocchiare.

“Io cerco di spiegarglielo, ma non è detto che lo capiscano”, direbbe quella saggia donna di mia moglie. E questo nonostante tutti i suoi o miei sforzi.

Non è detto che lo capiscano perché entrano in gioco emozioni e vissuti particolari, significati differenti attribuiti allo stesso termine, schemi di riferimento e orientamenti valoriali diversi o addirittura in contrasto o conflitto, e mille altre condizioni di disturbo.

Ed ecco entrare in gioco altre abilità, come ad esempio quelle che ci permettono di accertarci della ricezione, o quelle che riescono a gestire al meglio dubbi, perplessità, malintesi, resistenze o rifiuto.

Tutti aspetti di possibile codifica e apprendimento, a patto di… certo, la cosa non è gratuita, ma il costo potrebbe non essere così gravoso.

A patto di una buona dose di curiosità e interesse, oltre ad una minima apertura mentale.

Ma la curiosità è l’ingrediente che, come il lievito nei dolci, trasforma la nostra motivazione in una delicata e soffice mousse, una delle sfide più ardite per i cuochi provetti. Una curiosità che permette di osservare anche ai propri limiti, ai propri insuccessi comunicativi, senza vivere per questo una frustrazione sproporzionata.

Perché il nostro modo di trasferire concetti, anche nella fallacia di esito, è costruito nella nostra storia personale e relazionale, nelle nostre esperienze formative e di vita.

Per questo il motto valido per tutti noi è il seguente: “Per storia, non per colpa”, e la storia la si può cambiare.

Scopri il nuovo percorso IMR sulle Soft Skills

Serena Pattaro, Comunicazione Efficace, Anima Edizioni 2016

Roberto Gilardi, Il Counselling Situazionale, 2019

trasferire concetti in medicina

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IMR e Paginemediche: nasce una nuova e ambiziosa partnership

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Digital Health, soft skill e formazione: i pilastri del rapporto tra l’agenzia e la piattaforma digitale

Digital Health, soft skills e formazione specialistica sono i pilastri della partnership tra Italian Medical Research, agenzia specializzata in formazione e ricerca in ambito medico scientifico e leader nella formazione al counselling sanitario e Paginemediche, la piattaforma digitale integrata che facilita la connessione fra medici e pazienti migliorando la gestione della salute dalla prenotazione della visita alla possibilità di usufruire del teleconsulto.

Attraverso la propria piattaforma di e-learnig, Italian Medical Research offre ai professionisti della salute italiani un aggiornamento costante. Aggiornamento fruibile da ogni device e in ogni momento. Paginemediche arricchisce, così, la sua offerta di servizi.

L’obiettivo è continuare a supportare l’evoluzione della professione medica e dei suoi processi di gestione della pratica clinica. Il tutto anche grazie all’utilizzo di nuove skill e servizi digitali.

La partnership punta anche al miglioramento delle attività di prevenzione

 “Sono contento di questa nuova partnership che ci permetterà di avere un’offerta formativa in ambito di Digital Health unica in Italia e che permetterà ai nostri 50.000 sanitari di rispondere in modo competente alle esigenze dei propri pazienti.

La partnership che stiamo costruendo va anche oltre i percorsi di formazione e guarda a progetti complessi. Progetti che mirano a un miglioramento delle attività di prevenzione, a una riduzione della spesa sanitaria e a un processo di umanizzazione delle cure. E ciò potrà permettere a molti anziani di poter vivere la propria casa e gli affetti familiari fino alla fine”, afferma Antonio Arigliani, Ceo di Italian Medical Research.

Portare il nostro know ai medici e  promuovere la Sanità digitale nell’interesse dei pazienti, dei caregivers e di tutti gli stakeholder del sistema sanitario è il nostro scopo. Questa partenership ci permette di compiere un importante passo in avanti e di unire divulgazione ed esperienza in un mix utile e di facile fruizione”, sottolinea Graziella Bilotta, CEO di Paginemediche.

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Foto tratta dalla pagina University of Manchester

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Counselling in medicina: a gennaio il corso di Italian Medical Research

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Counselling in medicina: un ciclo di appuntamenti con l’obiettivo di rendere il medico un vero professionista della relazione d’aiuto

La necessità che il medico possa diventare un vero e proprio ‘professionista’ della relazione d’aiuto è diventata inderogabile. E questo potrà aiutarlo ad arricchire con tali competenze la sua professionalità di intercettare e curare le malattie: un concetto di medicina ancora più completo.

La cura non è infatti mai di una astratta “malattia”, ma di persone che all’improvviso si ammalano e diventano “pazienti”. La malattia  sconvolge la vita loro e della famiglia, costringe a cambiare priorità, ritmi di vita, prospettive, capacità di guadagno, ecc…. .

Fino a ora si è insegnato ai medici soprattutto la dimensione nosografica e fisipopatologica di una malattia. Sempre più si comprende come una cura efficace ha il suo perno nella dimensione relazionale che le evidenze scientifica sottolineano. E ciò fa la differenza rispetto ai risultati, ai costi, alle denunce, alla stessa salute e benessere anche dei medici e dei sanitari.

Il corso avrà la durata di due anni per un totale di 450 ore accademiche tra apprendimento diretto e indiretto

Questi sono i presupposti alla base del corso biennale di Counselling in Medicina. Un ciclo di appuntamenti organizzato da Italian Medical Research, leader in Italia da oltre 20 anni nel Counselling Sanitario; Scuola di Counselling accreditata dal Coordinamento Nazionale Scuole di Counselling (CNCP) per il rilascio di diplomi di Counsellor; Provider ECM residenziale e FAD dal 2002.

L’inizio è fissato per il gennaio 2022. Il corso sarà effettuato in modalità blending (residenziale e webinar), 20 appuntamenti (uno al mese). Un totale di 450 ore accademiche tra apprendimento diretto e indiretto.

Alla luce di questo percorso, il candidato potrà migliorare la qualità della vita personale e professionale. Inoltre potrà accrescere la compliance con i pazienti, apprezzare il proprio lavoro e trovare nuove motivazioni. Una forma di medicina più completa.

Tra gli obiettivi del corso quello di ridurre i motivi di tensione e il distress sul luogo di lavoro

Sarà possibile imparare a ridurre i motivi di tensione. Gestire le incomprensioni con i pazienti, i conflitti e le denunce, il distress sul luogo di lavoro. Spazio anche alla capacità di gestione del team di lavoro con capacità di accrescimento della leadership.

A conclusione del corso, sarà fornito il diploma, con accreditamento ECM, per esercitare l’attività di counsellor nel proprio ambito professionale. Un titolo preferenziale per la carriera direttiva e gestione del personale. Inoltre può essere la base, dopo opportuno training, per entrare a far parte del team di docenti IMR.

Gli autori sono Roberto Gilardi e Raffaele Arigliani, tra i massimi esperti di Counselling in Sanità in Italia. I due professionisti non saranno i soli a dare il proprio contributo al corso, presenti anche, in qualità di docenti, psicologi, counsellor e opinion leader.

Il corso ha come obiettivo quello di affrontare temi di quattro grandi aree: head, hearth, hands, health. Le quattro grandi “H” che in sé racchiudono le capacità da sviluppare e incrementare le proprie conoscenze e competenze sulla relazione e la comunicazione efficace. Idee figlie di conoscenza e creatività, il cuore quale simbolo delle esperienze vissute, le mani intese come capacità di trasformare il vago in concreto,  la salute come meta sempre instabile e da riconquistare con nuovi equilibri, quotidianamente.

Quattro grandi aree che, se sviluppate, hanno la capacità di raggiungere l’obiettivo prefissato: migliorare sed accrescere il benessere proprio, del team dove si lavora, di pazienti e famiglie.

Per ulteriori informazioni, basta cliccare sul link https://ecmitalianmr.it/event/scuola-counselling-medicina

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Vaccini: obbligo o scelta? Una questione educativa

Tempo di lettura: 4 minuti Una figura sanitaria non vaccinata può essere minacciosa per la sopravvivenza o la sicurezza delle persone con cui entra in contatto?

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Tempo di lettura: 4 minuti

Vaccini: obbligo o scelta? Una questione educativa

Il percorso FAD della IMR Academy che uscirà il prossimo novembre 2021, tratta il più ampio tema del rapporto con le regole, nel quale è inserita anche la tematica delle vaccinazioni in ambito sanitario, con relativo apparente dubbio: obbligo o scelta?

vaccino: obbligo o scelta?

La parola obbligo, così come concepita nel Decreto Ministeriale, ci riporta allo Schema di Riferimento presente nei miei libri scritti su questa tematica. In particolare fa rientrare tale norma comportamentale, nella cosiddetta Area di Prescrizione, patria del repertorio prescrittivo. Ma facciamo un passo indietro per comprendere meglio questo passaggio, con un breve sunto dei passaggi principali che vengono affrontati con esempi nel percorso citato.

Le norme di comportamento o regole, possono appartenere a tre differenti contenitori o aree:

  • Area di Prescrizione (Leggi, Regolamenti)
  • Area di Discrezione (Accordi, Contratti)
  • Area di Libertà Personale (Scelte personali)

Area di Prescrizione

Nell’Area di Prescrizione ci sono indicazioni comportamentali obbligatorie, indiscutibili, stabilite a priori, cui ogni persona si deve adeguare, pena la applicazione del cosiddetto repertorio prescrittivo che prevede il trinomio: regola, trasgressione, sanzione. Il Codice della Strada è un semplice esempio da tutti conosciuto.

Area di Discrezione

Nell’Area di Discrezione sono presenti le norme costruite in accordo tra le parti, con un contratto, con un processo di discussione, mediazione e costruzione. Le procedure da applicare per la definizione del piano ferie in un reparto ospedaliero, possono in molti casi appartenere a quest’area. Si cerca di capire come soddisfare al meglio le esigenze di tutti, senza creare sperequazioni e differenze, concordando in gruppo i criteri.

Area di Libertà Personale

Nell’Area di Libertà Personale, rientrano i comportamenti che ognuno di noi sceglie in completa libertà, secondo i proprio riferimenti valoriali, orientamenti, esigenze, opinioni, intenzioni, costrutti o rappresentazioni mentali.

Con questo filtro di lettura, resta da chiarire se il comportamento del vaccinarsi, rientri nell’Area di Prescrizione (Obbligo) o nell’Area di Libertà Personale (Scelta).

Il come avvenga la selezione di una norma comportamentale tra i tre differenti contenitori, è processo interessante e a volte complesso. Per questo motivo possiamo aiutarci con un modello che, seppur datato agli anni sessanta del secolo scorso, ci aiuta a semplificare la complessità. Parliamo della gerarchia dei bisogni di Abraham Maslow.

In questa gerarchia, nella quale la strutturazione dei nostri bisogni viene rappresentata con una piramide, sono presenti diversi livelli:

  1. Sopravvivenza
  2. Sicurezza
  3. Sociali
  4. Autostima
  5. Autorealizzazione
piramide di maslow

Nella storia dell’umanità e nella strutturazione dei gruppi sociali, dai più piccoli e semplici come la famiglia, ai più grandi e complessi come lo Stato Italiano, le norme che sono poste nell’Area di Prescrizione (leggi e regolamenti con relative sanzioni e figure autorizzate al rispetto e alla applicazione di sanzioni), si riferiscono ai primi due livelli della gerarchia: sopravvivenza e sicurezza.

“Vietato uccidere, e chi uccide va in carcere per un tempo correlato al tipo di crimine: Sopravvivenza”.

“Vietato rubare, e chi ruba va in carcere per un tempo correlato al tipo di furto: Sicurezza”.

Negli altri livelli della gerarchia l’Area di Prescrizione non è mai considerata, perché intaccherebbe le libertà costituzionali: non ci sono leggi che obbligano le nostre amicizie, le nostre relazioni affettive, i nostri studi, le nostre scelte sul tipo di lavoro da svolgere, le nostre attitudini, i nostri orientamenti valoriali, le nostre tendenze espressive e creative alla autorealizzazione.

Concludendo, tutto ciò che minaccia la nostra sopravvivenza e sicurezza, personale e sociale, viene normalmente regolamentato e tutelato con leggi che appartengono all’Area di Prescrizione.

Quindi la domanda finale è la seguente: “Una figura sanitaria non vaccinata può essere minacciosa per la sopravvivenza o la sicurezza delle persone con cui entra in contatto?”

Se la risposta fosse sì, allora quella norma comportamentale “deve” rientrare nell’Area di Prescrizione, e quindi corrispondere ad un obbligo.

Se la risposta fosse no, allora può rimanere di appartenenza dell’Area di Libertà Personale, e quindi scelta.

Ovviamente la domanda è retorica, la risposta è certamente sì, può rappresentare una minaccia, e per questo motivo è nato un apposito Decreto Ministeriale.

Semmai il dubbio da fugare è il seguente: in realtà ogni persona non vaccinata potrebbe rappresentare una minaccia alla sicurezza o alla sopravvivenza di altri, perché l’obbligo non riguarda tuttie riguarda solo il Personale Sanitario?

Anche in questo caso ci aiuta la giurisprudenza, che per ogni regola o legge infranta, prevede aggravanti o attenuanti.

E l’aggravante che nel contesto Sanitario aumenta la motivazione all’obbligo, è che da un lato le persone che si rivolgono al Sistema Sanitario lo fanno per essere curate, non per ammalarsi, e dall’altro è che, per sua natura, il contesto Sanitario è un ambito al quale si rivolgono persone che, a vario livello, sono in condizione di maggiore vulnerabilità e fragilità, e perciò bisognose di maggiori precauzioni, senza contare il fatto che tutte le figure Sanitarie con contratto, vengono pagate dallo Stato Italiano attraverso i Sistemi Sanitari Regionali, e che quindi possono per loro natura prevedere condizioni contrattuali specifiche, su tematiche di salute pubblica.

Perché il vaccinarsi è una questione di Salute pubblica, non semplicemente di Salute Personale.

Le stesse considerazioni andrebbero personalizzate o riviste per il Personale Scolastico, ma da qui in poi si aprirebbe un orizzonte molto ampio, che richiederebbe una risposta approfondita ad ogni singolo punto in elenco:

  • Motivazioni alla definizione delle regole
  • Tipologia di regola
  • Metodo di definizione delle regole
  • Motivazioni e Attività per rispetto
  • Strategie d’informazione
  • Procedure di controllo e sanzione
  • Strumenti di monitoraggio
  • Attività di revisione

Academy IMR

Roberto Gilardi, Genitori in regola, 2008

Roberto Gilardi, Insegnanti in regola, 2010

Roberto Gilardi, Nonni in regola, 2019

Roberto Gilardi, Il Counselling Situazionale, 2019

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