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Fondi farmaci innovativi e malattie rare, confronto tra decisori regionali

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Decisori regionali pronti a incontrarsi per affrontare temi legati alla salute

Decisori regionali a confronti nell’ambito del progetto relativo al Fondo Farmaci innovativi e al Fondo malattie rare. I responsabili delle politiche regionali avranno l’occasione di parlarne nel corso dell’evento di presentazione Synthesis che si terrà il 18 marzo. Una spazio di “riflessione strutturata ed azione concreta per i decisori regionali su temi di interesse comune e ha l’obiettivo di migliorare la risposta alla domanda di salute, nel pieno rispetto della sostenibilità“, spiega una nota.

Partendo da condivisione e dall’analisi, i decisori saranno guidati in un confronto utile a ricostruire e validare lo status quo, regione per regione. Previsto il coinvolgimento anche di altri attori in tema sanità. E tutti insieme arriveranno alla definizione delle istanze di cambiamento e delle raccomandazione. Documenti da inoltrare, poi alle Istituzioni centrali, il ministero della Salute e AIFA, con il riassunto delle evidenze riscontrate e proposta di possibili soluzioni pratiche applicabili

Il primo tema affrontato nell’ambito del progetto è relativo al ‘Fondo farmaci innovativi’ e al ‘Fondo malattie rare’. Nell’evento del 18 marzo, i responsabili delle Politiche regionali del farmaco di Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lazio, Lombardia e Toscana dovranno discuterne.

L’evento sarà moderato da Enrica Menditto, del Centro interdipartimentale di ricerca in farmacoeconomia e farmacoutilizzazione (Cirff), Università Federico II di Napoli, e si concluderà con una tavola rotonda alla quale sono stati invitati i rappresentanti di associazioni pazienti, società scientifiche, Farmindustria, Aifa e ministero della Salute.

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Ssn, ecco il documento della Corte dei conti

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All’interno del documento la magistratura contabile fa il punto sulle procedure messe in atto dal Ministero della Salute 

Pubblicato il Giudizio di Parificazione del Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2021. Secondo “i dati provvisori, relativi all’esercizio 2020, esercizio in cui è entrato il vigore il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) emerge un netto peggioramento nella qualità dei servizi resi rispetto agli anni precedenti. In gran parte riconducibile all’emergenza sanitaria”. Situazione in peggioramento dunque, come si legge in questo breve estratto relativo al documento pubblicato dalla Corte dei conti. Ovviamente da tener conto l’avvento della pandemia, causa principale del calo qualitativo del Ssn. (Qui il documento integrale). 

In linea di massima la magistratura contabile traccia il quadro su quanto messo in campo dal Ministero della Salute per rafforzare il Servizio sanitario nazionale. Tra le criticità principali, si segnala il ritardo di aggiornamento dei Lea, nella riforma della medicina generale e nell’adozione dei payback sui dispositivi medici. Registrati inoltre, troppi pochi progressi sull’assistenza domiciliare e sull’edilizia sanitaria dove ci sono ancora ben 10 miliardi non spesi. Tra i dati positivi, si sottolineano i buoni risultati sul Fascicolo sanitario elettronico, sull’aumento borse per contrastare la carenza dei medici e infine sull’Anagrafe vaccinale.

L’attività del Ministero

L’attività del Ministero è stata orientata su più fronti di cui è possibile menzionare i principali. In primis l’impegno profuso per contrastare il diffondersi della pandemia che sicuramente ha contraddistinto gli ultimi due anni sanitari. Strettamente collegato a ciò, le attività richieste dalla necessità di recuperare i ritardi conseguenti al rallentamento assistenziale del 2020. L’altro fronte è quello volto a definire il quadro programmatico e le scelte regolamentari necessarie per sfruttare al meglio le risorse del Pnrr. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza offre un’attuazione più rapida della riforma dell’assistenza e dell’ammodernamento delle strutture di ricovero, già da tempo nelle priorità dell’azione del ministero. 

Uno dei dati maggiormente negativi riguarda dunque il potenziamento dell’assistenza domiciliare. I risultati avvenuti sono visti come assolutamente insoddisfacenti. Nello specifico c’è stato un leggerissimo aumento del 2,7% ( dal 4% al 6,7%) per quanto concerne la popolazione over 65. Ancor più esile l’aumento degli under 65: si è infatti passati dallo 0,15% allo 0,3%, per un totale del +0,15%. L’assistenza domiciliare sarà uno dei punti principali della riforma sull’assistenza territoriale.

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Pubblicata in Gazzetta la riforma della sanità territoriale 

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Il perno del sistema sarà il Distretto sanitario al cui interno rivestirà un ruolo fondamentale la Casa della Comunità

Il nuovo regolamento sugli standard dell’assistenza territoriale arriva in Gazzetta Ufficiale. Dopo un lungo iter di approvazione, il nuovo regolamento sugli standard dell’assistenza territoriale prende il nome di Dm 77. Per la prima volta vengono definiti gli standard che dovranno essere rispettati in ogni regione. L’ente che vigilerà sarà Agenas che presenterà una relazione semestrale. (Qui il Testo completo).

Fulcro del sistema sarà il Distretto sanitario al cui interno rivestirà un ruolo fondamentale la Casa della Comunità dove i cittadini potranno trovare assistenza h24 tutti i giorni della settimana. Rimangono gli studi dei medici di famiglia, definiti spoke delle Case della Comunità, che saranno collegati in rete per garantire aperture 12 ore al giorno 6 giorni su 7. All’interno del distretto saranno poi presenti gli Ospedali di Comunità con una forte assistenza infermieristica. Questi saranno fondamentali per la presa in carico dei pazienti nelle fasi post ricovero ospedaliero e nei casi in cui c’è bisogno di una particolare assistenza vicino al domicilio del paziente. In questo nuovo sistema rivestiranno grande importanza gli infermieri di famiglia che saranno impiegati in molte delle nuove strutture definite dal decreto. 

Le Centrali operative territoriali e il ruolo fondamentale delle farmacie

I vari servizi presenti nel Distretto vi saranno poi le Centrali operative territoriali e forte impulso verrà dato al numero di assistenza territoriale europeo: 116117. I cittadini potranno chiamare questo numero per richiedere tutte le prestazioni sanitarie e sociosanitarie a bassa intensità assistenziale. Fissati anche gli standard per l’assistenza domiciliare e definito l’utilizzo dei servizi di Telemedicina. Rimangono in piedi, dopo la sperimentazione in pandemia, le Unità speciali di continuità assistenziale

Nel nuovo sistema di cure primarie avranno ruolo rilevante anche le farmacie. Saranno infatti identificate a tutti gli effetti come presidi sanitari di prossimità. Ciò permetterà al cittadino di trovare sempre più servizi aggiuntivi. In particolare, la rete capillare delle farmacie che saranno convenzionate con il SSN, assicurerà quotidianamente prestazioni di servizi sanitari a presidio della salute della cittadinanza. Tra le principali funzioni bisogna menzionare la dispensazione del farmaco e la farmacovigilanza. Inoltre, per i pazienti cronici ci sarà la possibilità di usufruire di un servizio di accesso personalizzato ai farmaci

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Suicidio, riconoscerlo come grave problema di salute pubblica

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La Camera ha approvato un testo che impegna il governo su 21 punti che vanno dal monitoraggio alla prevenzione, fino alla formazione

Solo nel nostro Paese, ogni anno circa 4.000 persone si tolgono la vita. Secondo le stime almeno le metà di esse potrebbero essere salvate con interventi adeguati. Un numero che in realtà non contempla il dato sommerso a causa dell’assenza di un osservatorio dedicato e di sistemi di rilevamento avanzati. In aggiunta ad aggravare la situazione anche la pandemia da Covid, specie tra i più giovani

Servono alcuni numeri per inquadrare la gravità della situazione. Tra ottobre 2020 e gennaio 2021, nell’unità operativa complessa di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma è stato registrato un aumento del 30% di tentativi di suicidio e di atti di autolesionismo. Il reparto risultava infatti occupato al 100%. In aggiunta tra febbraio 2020 e febbraio 2021 si è registrato un aumento del 32% delle richieste legate alla salute mentale: dunque, ideazione suicidaria, atti autolesivi, tentativi di suicidio. Tutte richieste pervenute al servizio 114 ‘Emergenza infanzia’ promosso dal Dipartimento per le politiche della famiglia e gestito da Telefono azzurro.

Le altre categorie a rischio

Una categoria gravemente colpita è quella delle donne vittime di violenza. Da marzo a ottobre 2020 l’incremento dei femminicidi-suicidi è aumentato del 90,3%. In aggiunta il rischio di suicidio è aumentato per le persone che, essendo portatrici di fattori di discriminazione, corrono maggiormente il pericolo di subire fenomeni di emarginazione, esclusione e addirittura di aggressione. In particolare, i dati relativi a persone LGBTIQ+

Sono questi i motivi che hanno portato alla stesura della mozione bipartisan relativa al suicidio. Il testo, che è stato approvato nel pomeriggio di ieri (14 giugno [n.d.r.] ) dalla Camera, impegna il Governo su 21 punti che vanno dal riconoscimento del suicidio come grave problema di salute pubblica a varie iniziative per la raccolta dati, prevenzione, promozione di campagne di sensibilizzazione e formazione. 

(Qui il testo integrale). 

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