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Formazione: perché farla a pochi anni dalla pensione?

Tempo di lettura: 3 minuti Perché fare formazione a pochi anni dalla pensione? La formazione permette di invecchiare meno velocemente e di mantenere la mente elastica.

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Perché fare formazione a pochi anni dalla pensione?

Chi scrive è in pensione da due anni: parla quindi da persona informata sui fatti.

È legittimo che un Professionista a fine carriera lavorativa pensi di aver dato abbastanza e che sia arrivato il momento di lasciare il posto di altri? Certamente sì, come negarlo.

È legittimo quel sentimento di appagamento e di bisogno di pausa, relax, diminuzione o assenza di stimoli dopo quarant’anni di intenso lavoro, magari in prima linea? Certamente sì, come negarlo.

È legittimo immaginare il proprio cervello non più così elastico e flessibile nei confronti di nuovi apprendimenti, tale da allontanare attività che richiedono più di quanto può realisticamente dare? Certamente sì, come negarlo.

E quindi la domanda del titolo risulta inutile se non fastidiosa? Vediamo.

Ho appena ricevuto l’impegnativa per un ciclo di rifaxamina, un antibiotico che agisce solo a livello intestinale. Così, quasi per caso, ne parlo con nostra figlia Medico in Inghilterra che commenta: «È un farmaco che viene utilizzato quasi esclusivamente in Italia, e non ha studi di efficacia rilevanti». A questo suo commento si aggiunge una frase lapidaria di mia moglie: «Ma la gastroenterologa è vecchia, ormai dà a tutti le stesse cose».

Senza entrare nel merito del farmaco, visto che non avrei né i mezzi né le competenze per farlo, qualche stimolo di riflessione utile per un piccolo approfondimento lo possiamo ricavare da quelle frasi.

In genere una persona in là negli anni e al termine della carriera professionale, ha un bagaglio di esperienza notevole, al punto che in alcuni casi potrebbe terminare le parole di alcuni pazienti, o scrivere indicazioni terapeutiche bendando occhi e orecchie, come a giocare a mosca cieca.

Ora la domanda: “L’esperienza, gran cosa, ha dei possibili difetti, si espone a qualche tranello nella sua applicazione?”.

Tutti gli studiosi dei bias cognitivi non potrebbero rispondere che a questa domanda.

Normalmente e naturalmente, le persone vivono un processo di invecchiamento e di irrigidimento delle proprie strutture fisiche e mentali. Il nostro scheletro perde di flessibilità e allo stesso modo la nostra mente.

Un processo irreversibile, ma come per molti fenomeni legati all’età, certamente rallentabile, a patto che fisico e mente vengano tenuti in costante esercizio.

Abbiamo quindi trovato una piccola motivazione, per rispondere affermativamente alla domanda iniziale. La formazione, quella seria e stimolante, permette di invecchiare meno velocemente, ma soprattutto mantiene l’apertura mentale, necessaria a non dare per scontato sempre tutto, sulla base della propria lunghissima ed encomiabile esperienza. Non è un caso che il primo soggetto con Covid-19 in Italia, sia stato scoperto da una Dottoressa uscita dal binario certo e comodo dei protocolli. E chi ha una lunga carriera alle spalle, ne ha centinaia di strade ormai certe e collaudate, che rischiano di divenire scontate.

La seconda piccola motivazione non è più legata ad un vantaggio così tangibile, ma figlia della propria struttura di personalità e della propria storia di vita.

C’è chi nella vita sceglie di non fermarsi quasi mai, scegliendo la strada della curiosità per passione, non per dovere di credito ECM, sceglie l’interesse per il nuovo, per il diverso, per lo sconosciuto, per la ricerca, per l’avventura anche solo intellettuale.

C’è chi nella vita fa naturalmente proprio il motto di Socrate, “So di non sapere”, ammettendo la propria incompetenza consapevole, nonostante tutta la possibile scienza in suo possesso.

C’è chi nella vita prova piacere solo e semplicemente nel gusto di scoprire cose nuove, di leggere novità, di esplorare nuovi mondi.

Ammesso che nella formazione ECM questi nuovi mondi esistano veramente, al termine di una carriera. Il che coinvolgerebbe anche la responsabilità di chi li propone questi benedetti o dannati percorsi formativi, non solo quella di chi potrebbe usufruirne.

Ma questa è una motivazione esistenziale, non più legata a prestazioni di salute sempre più competenti, a deontologia professionale o servizi da offrire al meglio possibile. È una questione di identità, di struttura di personalità, di carattere e temperamento ed educazione.

Il tutto condensato in uno degli aforismi coniati dal sottoscritto nel tempo:

“Mi accontento di ciò che ho, non mi accontento di ciò che so”.

Scopri il nuovo percorso IMR sulle Soft Skills

Toshikazu Kawaguchi, Finchè il caffè è caldo, ed. Garzanti 2020

Roberto Gilardi, Il Counselling Situazionale, 2019

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IMR e Paginemediche: nasce una nuova e ambiziosa partnership

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Digital Health, soft skill e formazione: i pilastri del rapporto tra l’agenzia e la piattaforma digitale

Digital Health, soft skills e formazione specialistica sono i pilastri della partnership tra Italian Medical Research, agenzia specializzata in formazione e ricerca in ambito medico scientifico e leader nella formazione al counselling sanitario e Paginemediche, la piattaforma digitale integrata che facilita la connessione fra medici e pazienti migliorando la gestione della salute dalla prenotazione della visita alla possibilità di usufruire del teleconsulto.

Attraverso la propria piattaforma di e-learnig, Italian Medical Research offre ai professionisti della salute italiani un aggiornamento costante. Aggiornamento fruibile da ogni device e in ogni momento. Paginemediche arricchisce, così, la sua offerta di servizi.

L’obiettivo è continuare a supportare l’evoluzione della professione medica e dei suoi processi di gestione della pratica clinica. Il tutto anche grazie all’utilizzo di nuove skill e servizi digitali.

La partnership punta anche al miglioramento delle attività di prevenzione

 “Sono contento di questa nuova partnership che ci permetterà di avere un’offerta formativa in ambito di Digital Health unica in Italia e che permetterà ai nostri 50.000 sanitari di rispondere in modo competente alle esigenze dei propri pazienti.

La partnership che stiamo costruendo va anche oltre i percorsi di formazione e guarda a progetti complessi. Progetti che mirano a un miglioramento delle attività di prevenzione, a una riduzione della spesa sanitaria e a un processo di umanizzazione delle cure. E ciò potrà permettere a molti anziani di poter vivere la propria casa e gli affetti familiari fino alla fine”, afferma Antonio Arigliani, Ceo di Italian Medical Research.

Portare il nostro know ai medici e  promuovere la Sanità digitale nell’interesse dei pazienti, dei caregivers e di tutti gli stakeholder del sistema sanitario è il nostro scopo. Questa partenership ci permette di compiere un importante passo in avanti e di unire divulgazione ed esperienza in un mix utile e di facile fruizione”, sottolinea Graziella Bilotta, CEO di Paginemediche.

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Foto tratta dalla pagina University of Manchester

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Counselling in medicina: a gennaio il corso di Italian Medical Research

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Counselling in medicina: un ciclo di appuntamenti con l’obiettivo di rendere il medico un vero professionista della relazione d’aiuto

La necessità che il medico possa diventare un vero e proprio ‘professionista’ della relazione d’aiuto è diventata inderogabile. E questo potrà aiutarlo ad arricchire con tali competenze la sua professionalità di intercettare e curare le malattie: un concetto di medicina ancora più completo.

La cura non è infatti mai di una astratta “malattia”, ma di persone che all’improvviso si ammalano e diventano “pazienti”. La malattia  sconvolge la vita loro e della famiglia, costringe a cambiare priorità, ritmi di vita, prospettive, capacità di guadagno, ecc…. .

Fino a ora si è insegnato ai medici soprattutto la dimensione nosografica e fisipopatologica di una malattia. Sempre più si comprende come una cura efficace ha il suo perno nella dimensione relazionale che le evidenze scientifica sottolineano. E ciò fa la differenza rispetto ai risultati, ai costi, alle denunce, alla stessa salute e benessere anche dei medici e dei sanitari.

Il corso avrà la durata di due anni per un totale di 450 ore accademiche tra apprendimento diretto e indiretto

Questi sono i presupposti alla base del corso biennale di Counselling in Medicina. Un ciclo di appuntamenti organizzato da Italian Medical Research, leader in Italia da oltre 20 anni nel Counselling Sanitario; Scuola di Counselling accreditata dal Coordinamento Nazionale Scuole di Counselling (CNCP) per il rilascio di diplomi di Counsellor; Provider ECM residenziale e FAD dal 2002.

L’inizio è fissato per il gennaio 2022. Il corso sarà effettuato in modalità blending (residenziale e webinar), 20 appuntamenti (uno al mese). Un totale di 450 ore accademiche tra apprendimento diretto e indiretto.

Alla luce di questo percorso, il candidato potrà migliorare la qualità della vita personale e professionale. Inoltre potrà accrescere la compliance con i pazienti, apprezzare il proprio lavoro e trovare nuove motivazioni. Una forma di medicina più completa.

Tra gli obiettivi del corso quello di ridurre i motivi di tensione e il distress sul luogo di lavoro

Sarà possibile imparare a ridurre i motivi di tensione. Gestire le incomprensioni con i pazienti, i conflitti e le denunce, il distress sul luogo di lavoro. Spazio anche alla capacità di gestione del team di lavoro con capacità di accrescimento della leadership.

A conclusione del corso, sarà fornito il diploma, con accreditamento ECM, per esercitare l’attività di counsellor nel proprio ambito professionale. Un titolo preferenziale per la carriera direttiva e gestione del personale. Inoltre può essere la base, dopo opportuno training, per entrare a far parte del team di docenti IMR.

Gli autori sono Roberto Gilardi e Raffaele Arigliani, tra i massimi esperti di Counselling in Sanità in Italia. I due professionisti non saranno i soli a dare il proprio contributo al corso, presenti anche, in qualità di docenti, psicologi, counsellor e opinion leader.

Il corso ha come obiettivo quello di affrontare temi di quattro grandi aree: head, hearth, hands, health. Le quattro grandi “H” che in sé racchiudono le capacità da sviluppare e incrementare le proprie conoscenze e competenze sulla relazione e la comunicazione efficace. Idee figlie di conoscenza e creatività, il cuore quale simbolo delle esperienze vissute, le mani intese come capacità di trasformare il vago in concreto,  la salute come meta sempre instabile e da riconquistare con nuovi equilibri, quotidianamente.

Quattro grandi aree che, se sviluppate, hanno la capacità di raggiungere l’obiettivo prefissato: migliorare sed accrescere il benessere proprio, del team dove si lavora, di pazienti e famiglie.

Per ulteriori informazioni, basta cliccare sul link https://ecmitalianmr.it/event/scuola-counselling-medicina

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Vaccini: obbligo o scelta? Una questione educativa

Tempo di lettura: 4 minuti Una figura sanitaria non vaccinata può essere minacciosa per la sopravvivenza o la sicurezza delle persone con cui entra in contatto?

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Vaccini: obbligo o scelta? Una questione educativa

Il percorso FAD della IMR Academy che uscirà il prossimo novembre 2021, tratta il più ampio tema del rapporto con le regole, nel quale è inserita anche la tematica delle vaccinazioni in ambito sanitario, con relativo apparente dubbio: obbligo o scelta?

vaccino: obbligo o scelta?

La parola obbligo, così come concepita nel Decreto Ministeriale, ci riporta allo Schema di Riferimento presente nei miei libri scritti su questa tematica. In particolare fa rientrare tale norma comportamentale, nella cosiddetta Area di Prescrizione, patria del repertorio prescrittivo. Ma facciamo un passo indietro per comprendere meglio questo passaggio, con un breve sunto dei passaggi principali che vengono affrontati con esempi nel percorso citato.

Le norme di comportamento o regole, possono appartenere a tre differenti contenitori o aree:

  • Area di Prescrizione (Leggi, Regolamenti)
  • Area di Discrezione (Accordi, Contratti)
  • Area di Libertà Personale (Scelte personali)

Area di Prescrizione

Nell’Area di Prescrizione ci sono indicazioni comportamentali obbligatorie, indiscutibili, stabilite a priori, cui ogni persona si deve adeguare, pena la applicazione del cosiddetto repertorio prescrittivo che prevede il trinomio: regola, trasgressione, sanzione. Il Codice della Strada è un semplice esempio da tutti conosciuto.

Area di Discrezione

Nell’Area di Discrezione sono presenti le norme costruite in accordo tra le parti, con un contratto, con un processo di discussione, mediazione e costruzione. Le procedure da applicare per la definizione del piano ferie in un reparto ospedaliero, possono in molti casi appartenere a quest’area. Si cerca di capire come soddisfare al meglio le esigenze di tutti, senza creare sperequazioni e differenze, concordando in gruppo i criteri.

Area di Libertà Personale

Nell’Area di Libertà Personale, rientrano i comportamenti che ognuno di noi sceglie in completa libertà, secondo i proprio riferimenti valoriali, orientamenti, esigenze, opinioni, intenzioni, costrutti o rappresentazioni mentali.

Con questo filtro di lettura, resta da chiarire se il comportamento del vaccinarsi, rientri nell’Area di Prescrizione (Obbligo) o nell’Area di Libertà Personale (Scelta).

Il come avvenga la selezione di una norma comportamentale tra i tre differenti contenitori, è processo interessante e a volte complesso. Per questo motivo possiamo aiutarci con un modello che, seppur datato agli anni sessanta del secolo scorso, ci aiuta a semplificare la complessità. Parliamo della gerarchia dei bisogni di Abraham Maslow.

In questa gerarchia, nella quale la strutturazione dei nostri bisogni viene rappresentata con una piramide, sono presenti diversi livelli:

  1. Sopravvivenza
  2. Sicurezza
  3. Sociali
  4. Autostima
  5. Autorealizzazione
piramide di maslow

Nella storia dell’umanità e nella strutturazione dei gruppi sociali, dai più piccoli e semplici come la famiglia, ai più grandi e complessi come lo Stato Italiano, le norme che sono poste nell’Area di Prescrizione (leggi e regolamenti con relative sanzioni e figure autorizzate al rispetto e alla applicazione di sanzioni), si riferiscono ai primi due livelli della gerarchia: sopravvivenza e sicurezza.

“Vietato uccidere, e chi uccide va in carcere per un tempo correlato al tipo di crimine: Sopravvivenza”.

“Vietato rubare, e chi ruba va in carcere per un tempo correlato al tipo di furto: Sicurezza”.

Negli altri livelli della gerarchia l’Area di Prescrizione non è mai considerata, perché intaccherebbe le libertà costituzionali: non ci sono leggi che obbligano le nostre amicizie, le nostre relazioni affettive, i nostri studi, le nostre scelte sul tipo di lavoro da svolgere, le nostre attitudini, i nostri orientamenti valoriali, le nostre tendenze espressive e creative alla autorealizzazione.

Concludendo, tutto ciò che minaccia la nostra sopravvivenza e sicurezza, personale e sociale, viene normalmente regolamentato e tutelato con leggi che appartengono all’Area di Prescrizione.

Quindi la domanda finale è la seguente: “Una figura sanitaria non vaccinata può essere minacciosa per la sopravvivenza o la sicurezza delle persone con cui entra in contatto?”

Se la risposta fosse sì, allora quella norma comportamentale “deve” rientrare nell’Area di Prescrizione, e quindi corrispondere ad un obbligo.

Se la risposta fosse no, allora può rimanere di appartenenza dell’Area di Libertà Personale, e quindi scelta.

Ovviamente la domanda è retorica, la risposta è certamente sì, può rappresentare una minaccia, e per questo motivo è nato un apposito Decreto Ministeriale.

Semmai il dubbio da fugare è il seguente: in realtà ogni persona non vaccinata potrebbe rappresentare una minaccia alla sicurezza o alla sopravvivenza di altri, perché l’obbligo non riguarda tuttie riguarda solo il Personale Sanitario?

Anche in questo caso ci aiuta la giurisprudenza, che per ogni regola o legge infranta, prevede aggravanti o attenuanti.

E l’aggravante che nel contesto Sanitario aumenta la motivazione all’obbligo, è che da un lato le persone che si rivolgono al Sistema Sanitario lo fanno per essere curate, non per ammalarsi, e dall’altro è che, per sua natura, il contesto Sanitario è un ambito al quale si rivolgono persone che, a vario livello, sono in condizione di maggiore vulnerabilità e fragilità, e perciò bisognose di maggiori precauzioni, senza contare il fatto che tutte le figure Sanitarie con contratto, vengono pagate dallo Stato Italiano attraverso i Sistemi Sanitari Regionali, e che quindi possono per loro natura prevedere condizioni contrattuali specifiche, su tematiche di salute pubblica.

Perché il vaccinarsi è una questione di Salute pubblica, non semplicemente di Salute Personale.

Le stesse considerazioni andrebbero personalizzate o riviste per il Personale Scolastico, ma da qui in poi si aprirebbe un orizzonte molto ampio, che richiederebbe una risposta approfondita ad ogni singolo punto in elenco:

  • Motivazioni alla definizione delle regole
  • Tipologia di regola
  • Metodo di definizione delle regole
  • Motivazioni e Attività per rispetto
  • Strategie d’informazione
  • Procedure di controllo e sanzione
  • Strumenti di monitoraggio
  • Attività di revisione

Academy IMR

Roberto Gilardi, Genitori in regola, 2008

Roberto Gilardi, Insegnanti in regola, 2010

Roberto Gilardi, Nonni in regola, 2019

Roberto Gilardi, Il Counselling Situazionale, 2019

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