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Lombardia, boom di bronchioliti in età pediatrica: cresce la preoccupazione

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Il quadro è abbastanza preoccupante e ha portato al trasferimento di neonati in altre Regioni

Boom di bronchioliti in età pediatrica in Lombardia. E sono così tanti che molti piccoli pazienti devono essere trasportati in altre Regioni. Il quadro della situazione lo ha fatto Gian Vincenzo Zucconi, presidente della Facoltà di medicina dell’Università Statale di Milano e direttore Pediatria e Pronto Soccorso pediatrico dell’Asst Fatebenefratelli Sacco, ospedale dei bimbi “Vittore Buzzi”.

Tutte le padiatrie – ha spiegato all’AdnKronose le terapie intensive pediatriche sono in grande affanno e non a causa del Covid. I 40 posti letto a disposizione del Buzzi sono tutti occupati e per l’80% dei casi si tratta di bronchioliti. Le Pediatrie devono farsi carico in reparto anche di bambini complessi ai quali bisogna somministrare l’ossigeno poiché le terapie intensive pediatriche sono, a loro volta, completamente piene. E non è una rarità che i piccoli pazienti debbano essere trasferiti fuori regione”.

Il sistema, almeno fino a questo momento, ha retto e questi trasferimenti sono stati ridotti al limite. E questo grazie alle terapie intensive neonatali che hanno potuto ricoverare questi neonati alle prese con le bronchioliti. In caso contrario la situazione si sarebbe fatta alquanto complicata. Difficile dire quanto possa durare questa emergenza e all’orizzonte c’è anche l’influenza che ancora non ha fatto la sua decisa comparsa. Tra le motivazioni, secondo Zuccotti, ci può essere la ripartenza di asili nido e scuole materne che ha hanno favorito un’ampia diffusione.

Stiamo vivendo – conclude il pediatra – tutto quello che non abbiamo affrontato per il Covid pediatrico. Ma non è questo il problema principale in queste fasce d’età. Piuttosto preoccupa il virus respiratorio sinciziale”.

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Pediatria

Dieta vegetariana per i bambini consigliata, ma attenzione al rischio sottopeso

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L’evidenza emerge dallo studio di un team canadese che ha seguito circa 9.000 bambini tra i sei mesi e gli otto anni

La dieta vegetariana per i bambini presenta crescita e parametri biochimici di nutrizione simili a quelli di bambini che mangiano carne. Il grosso rischio però è quello di sottopeso. Ciò è quanto evidenzia uno studio canadese pubblicato da Pediatrics che spiega come ci sia bisogno di fornire cure speciali per casi particolari di diete vegetariane per bambini. Lo studio è stato guidato da Jonathon Maguire, del St. Michaels’s Hospital dell’Unity Health di Toronto

Il team di ricerca ha valutato circa 9.000 bambini per un età media di 2,8 anni. Tra questi circa 250 seguivano una dieta vegetariana e presentavano livelli di indice di massa corporea, altezza, ferro, vitamina D e colesterolo simili ai coetanei con dieta ‘tradizionale’. Il lato negativo, però, è che i bambini vegetariani avevano una probabilità di quasi il doppio di essere sottopeso.

E’ lo stesso Maguire a spiegare come “le diete vegetariane sono riconosciute come modello sano per l’assunzione di frutta, verdura, fibre e riduzione di grassi saturi. Pochi però hanno studiato l’impatto di questi regimi alimentari su crescita e stato nutrizionale – afferma lo studioso. “Le attuali linee guida differiscono rispetto a consigliare una dieta vegetariana durante l’infanzia. È necessaria un’attenta pianificazione dietetica per i bambini sottopeso quando si considerano diete vegetariane. In ogni caso – conclude – le diete vegetariane sono appropriate per la maggior parte dei bambini”. 

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Pediatria

L’importanza del pediatra di famiglia: l’analisi del Dott. Antonio D’Avino

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Il Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) spiega ad Italian Medical News il ruolo fondamentale della figura del pediatra di famiglia per una corretta crescita dei bambini

Antonio D’Avino, noto pediatra di fama nazionale e neo Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha rilasciato un’interessante intervista spiegando l’importanza del ruolo del pediatra di famiglia. Tra le sue dichiarazioni emergono lucide analisi, in particolare riguardo il ruolo genitoriale e l’importanza della sinergia tra pediatra, famiglia e scuola

Dottore, quali sono i prossimi obiettivi, e in generale gli scopi principali della FIMP? 

“La Federazione è costituita da pediatri di famiglia. Noi siamo tutti pediatri che operano sul territorio e abbiamo in cura bambini dai 0 ai 14 anni di età; nei casi particolari fino ai 16 anni, specie per coloro che soffrono di patologie croniche. Il rapporto di fiducia e la capillarità degli studi sono un po’ i due punti cardine del pediatra di libera scelta. Il Decreto Ministeriale n.71 recentemente ha dato delle indicazioni sul futuro della sanità, dove la parola ‘prossimità’ sarà il termine chiave, come anche ribadito più volte dal ministro Speranza. Il nostro obiettivo è dunque garantire al pediatra di famiglia un ruolo cardine nei modelli organizzativi futuri”.

L’importanza del tempo dedicato ai propri figli

Rispetto al passato, si diventa genitori in età sempre più adulta e consapevole. Lei pensa che i bambini nati da queste coppie, abbiano una marcia in più?

“Più che l’età è importante il tempo che i genitori dedicano ai propri figli. In base ai miei 30 anni d’esperienza le posso dire che ci sono coppie giovanissime che dedicano tempo ai loro figli così come coppie più adulte. Io credo che la qualità del tempo dedicato sia fondamentale. Quello che mi sento di dire in tal proposito, è che purtroppo oggi con le innovazioni tecnologiche si riducono i rapporti sociali dei bambini. In questo i genitori devono essere molto determinati. È fondamentale che loro invitino i bambini a stare all’aria aperta, nei parchi, a giocare a pallone. Soprattutto è importante che i bambini non siano tutti chiusi in una stanza, connessi virtualmente, senza socializzare tra di loro, come purtroppo talvolta capita. Questo è un tema fondamentale che deve essere affrontato. Ciò vale sia per le coppie giovani sia per quelle più adulte”.

Quanto è importante la sinergia tra pediatria, famiglia e scuola? 

“La triade pediatria di libera scelta, scuola e famiglia è fondamentale. Ed è fondamentale che ognuno dei tre ruoli in questione svolga al meglio la propria funzione. La scuola è fondamentale per continuare quell’azione di educazione a corretti stili di vita. Noi abitualmente facciamo da tanti anni, nei nostri studi professionali, delle visite programmate intitolate ‘Bilanci di Salute’. In queste visite noi ci dedichiamo principalmente a perseguire un obiettivo fondamentale, ovvero educare alla prevenzione. In questo la scuola può avere un fondamentale ruolo di supporto rispetto a quello che noi facciamo. Sarebbe molto importante concordare delle linee di indirizzo generali con l’ufficio scolastico regionale affinché tutte le scuole di ordine e grado abbiano degli input generali condivisi con le famiglie e con noi. In modo da dare informazioni condivise e non disomogenee ai bambini/ragazzi. Ritengo che questo sia fondamentale”.

I princìpi da inculcare e il rapporto di fiducia tra pediatra e bambini

Quali sono secondo Lei i valori fondamentali da inculcare ai bambini? 

“Ritengo che alcuni ideali come il rispetto, l’amicizia, la volontà di interagire con coetanei di ogni condizione sociale, provenienza, credo religioso, debbano essere la base dell’educazione. Nei bambini dobbiamo inculcare questi princìpi che forse al giorno d’oggi non vengono ritenuti cosi basilari come dovrebbero essere. In questo gioca un ruolo chiave la scuola. Spesso, nelle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, non sempre c’è possibilità di interloquire e interagire con i propri figli; è in questi casi che diviene ancor più importante una buona educazione scolastica. In generale comunque, è fondamentale educare i bambini secondo i princìpi che ho citato poc’anzi”.

Vorrebbe aggiungere altro?

“Concluderei dicendo che il pediatra di famiglia è sempre stato e sempre vorrà essere una figura di riferimento per le famiglie. Abbiamo il privilegio di seguire i bambini fin dalla loro nascita; la nostra prima visita avviene durante i primissimi giorni di vita del bambino e il rapporto prosegue per anni e anni, caratterizzato da una fortissima fiducia. Capita spesso che una volta diventati adolescenti e terminato il percorso insieme, molti ragazzi si mostrano dispiaciuti. Il messaggio che mi sento di trasferire è quello di mantenere questo rapporto di fiducia con i bambini e con le famiglie. Questa è la base per poter garantire una risposta adeguata ai bisogni sanitari e assistenziali delle famiglie”.

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Pediatria, Antonio D’Avino è il nuovo presidente FIMP

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Il nuovo presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, napoletano, classe 1962, resterà in carica per i prossimi quattro anni

Antonio D’Avino è il nuovo presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). Il neopresidente, classe 1962, è stato Segretario provinciale FIMP di Napoli e vicepresidente nazionale. Sarà affiancato dai due vicepresidenti, Luigi Nigri, pugliese e Roberto Capuano, lombardo.

D’Avino ha rilasciato importanti dichiarazioni nel corso del suo discorso di insediamento. “Servire la FIMP è per me un grande privilegio. Ringrazio la squadra che ha creduto in questa proposta di cambiamento. Onorerò il mio impegno lavorando con la nuova Segreteria Nazionale e con quelle realtà come la scuola, che insieme a noi accompagnano i bambini nella loro crescita. Vogliamo riscrivere le risposte ai bisogni di salute, avvicinandoci ai problemi reali dell’infanzia e che nel tempo hanno subito moltissime trasformazioni. Per farlo dobbiamo entrare nella programmazione e nella strutturazione della riforma con tutti i soggetti istituzionali coinvolti”.

“Ora si apre una nuova stagione, assai sfidante. Sono certo che insieme contribuiremo a costruire e a rappresentare il futuro della Sanità”.

Il neopresidente FIMP, ha continuato il proprio discorso rilasciando qualche anticipazione sui prossimi obiettivi“Dei venti miliardi di euro destinati alla Sanità nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, otto saranno destinati al territorio. Siamo lieti – prosegue D’Avino – che il Ministro [Speranza, n.d.r.] concordi sulla centralità della prossimità, come chiave di volta di una nuova stagione del nostro Sistema Sanitario Nazionale”.

“Il Pediatra di Libera scelta – aggiunge – gode di un tesoro inestimabile: la fiducia delle famiglie che da 40 anni rimane immutata. Ripartiamo da qui e dal preziosissimo valore delle capillarità delle Cure Primarie. Abbiamo affrontato con senso di responsabilità e con enorme sacrificio i dolorosi anni della pandemia da Covid-19. Ora si apre una nuova stagione, assai sfidante. Sono certo che insieme contribuiremo a costruire e a rappresentare il futuro della Sanità. La FIMP – conclude D’Avino – parte con una squadra molto forte che comprende esperienza e innovazione. La passione e l’entusiasmo, insieme al lavoro continuo, portano sempre dei risultati. Lo dimostreremo”. 

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