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Medici specialisti uniti per favorire la cultura delle vaccinazioni

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Ginecologi, ostetriche, neonatologi e pediatri uniti contro le fake news e la disinformazione. Numerose iniziative in programma

Neonati, bambini, adolescenti, donne in gravidanza e non solo. Tutti hanno il diritto di beneficiare dei vantaggi dell’immunizzazione. E’ per questo motivo che la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Società Italiana di Neonatologia (SIN) e la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) tornano anche quest’anno a promuovere iniziative volte a favorire la cultura delle vaccinazioni. In particolare, contrastando l’esitazione vaccinale e in generale fake news e disinformazione

L’iniziativa è molto interessante. Dal 26 al 29 aprile, gli esperti delle varie società menzionate, risponderanno al telefono, per un’ora al giorno, alle domande delle persone interessate. Ogni giornata sarà dedicata ad un tema diverso. Ad esempio, oggi, mercoledì 27 aprile è dedicato alle ‘Vaccinazioni nel neonato e nel neonato prematuro’. Domani, giovedì 28 aprile, la giornata sarà dedicata alla vaccinazione anti-Covid 19. Nello specifico, Elena Bozzola, membro del Tavolo tecnico delle vaccinazioni e malattie infettive della SIP, risponderà dalle ore 13,30 alle ore 14,30 alle più diverse domande. Il numero utile per chiamare è il seguente: 06-49382508. Per terminare la settimana di iniziative, Venerdì 29 sarà dedicato alle ‘Vaccinazioni in adolescenza’. La giornata di ieri è stata invece dedicata alle vaccinazioni per le donne in gravidanza

La settimana di iniziative prende spunto da ‘Long Life for All’, il tema della World Immunization Week 2022, promossa dallOms. Tale campagna si celebra annualmente dal 24 al 30 aprile. Lo scopo è quello di sensibilizzare ed aumentare la consapevolezza sull’importanza dei vaccini, strumenti fondamentali di protezione in tutte le epoche della vita. Per il 2022, il tema ‘Long Life for All’ mira a rafforzare l’importanza di un accesso equo e ampliato ai vaccini. “Un momento opportuno – sottolinea l’Oms in una nota – per celebrare i risultati storici nella protezione delle vite e dei mezzi di sussistenza. Risultati, resi possibili dai vaccini. E’ fondamentale riconoscere il loro potenziale per proteggere la salute pubblica”. 

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Covid, avviate le somministrazioni della quarta dose del vaccino

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Le somministrazioni della quarta dose del vaccino sono previste per over80, ospiti delle Rsa e persone fragili dai 60 anni in su

Sono ufficialmente avviate, a partire da ieri martedì 12 aprile, le prime somministrazioni delle quarte dosi del vaccino anti-Covid. Dopo le prime somministrazioni avviatesi a Rieti, si partirà con tutto il Lazio. Da Giovedì 13 aprile l’avvio in Lombardia. Successivamente in maniera graduale l’estensione della procedura nel resto del Paese. Sono gli over80, i pazienti delle Rsa e le persone fragili over60 l’iniziale target predisposto per questa quarta fase di vaccinazioni. Al momento la quarta dose non è indicata per chi ha già fatto il booster ed ha anche contratto il virus.

Durante la conferenza stampa del Ministero della Salute, il Direttore Generale della Prevenzione sanitaria, Giovanni Rezza ha rilasciato importanti dichiarazioni. “La scorsa settimana c’è stata una lieve inversione di tendenza, ma l’incidenza della circolazione virale è ancora elevata. Circolano inoltre nuove varianti. In questo momento stiamo utilizzando ancora vaccini basati sul virus originale e che comunque mostrano capacità alta contro la malattia grave. Molte aziende stanno mettendo a punto vaccini che contengono oltre al virus Wuhan anche Omicron. Credo che – conclude Rezza – durante l’estate i nuovi vaccini adattati verranno sottoposti alla valutazione di Ema”.

Le parole di Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità

Anche il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli ha espresso importanti affermazioni in merito. “E’ assolutamente da raccomandare il completamento del ciclo vaccinale ai 4 milioni di italiani rimanenti. Inoltre, circa 800mila connazionali hanno bisogno della quarta dose per avere la massima protezione. I vaccini oggi garantiscono il 91% di protezione dalla malattia grave. Oggi siamo a meno di 500 persone ricoverate in terapia intensiva e ciò dimostra l’efficacia dei vaccini contro la parte grave della malattia. Studi israeliani – prosegue Locatelli – dimostrano come negli anziani la somministrazione di una seconda dose di richiamo dà un fattore di protezione quattro volte maggiore rispetto a chi ha ricevuto solo tre dosi. Questo rende chiara l’opportunità della quarta dose”.

Locatelli esprime, inoltre, dichiarazioni relative all’efficacia del vaccino contro le nuove varianti“L’allargamento della vaccinazione alla popolazione generale con i vaccini aggiornati contro le varianti è materia che merita ancora approfondimento. Gli studi attuali – conclude il presidente del Consiglio Superiore di Sanità – indicano che per la popolazione più giovane e senza patologie vi sarebbe un vantaggio marginale dalla somministrazione di una dose ulteriore”.

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Bourla: “Quarta dose del vaccino necessaria entro fine anno”

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Le parole del Ceo di Pfizer: “In questo momento, per quello che abbiamo visto, una quarta dose è necessaria”

La quarta dose del vaccino anti Covid sarà necessaria e dovrà essere somministrata entro la fine dell’anno. Lo dice Albert Bourla, Ceo di Pfizer, la casa farmaceutica che ha sviluppato il primo vaccino mRna messo in commercio e più utilizzato in Italia. Bourla ha rilasciato importanti dichiarazioni durante Face the Nation, programma televisivo della famosa emittente statunitense CBS.

Il Ceo ha infatti affermato come “in questo momento, per quello che abbiamo visto, una quarta dose è necessaria”. Secondo Bourla infatti, la protezione data dalla terza dose del vaccino è molto buona ma lo è soprattutto per i ricoveri e i decessi”. Diverso il discorso per l’immunità.“il vaccino non è altrettanto efficace contro le infezioni e non dura molto a lungo, dichiara in merito il Chief executive officer.

Un’ulteriore motivazione dell’importanza di una quarta dose – spiega Bourla – è il fatto che “nell’ambiente circola una variante molto diffusiva come Omicron e per questo serve aumentare la risposta immunitaria”. Pfizer è infatti al lavoro per produrre un nuovo vaccino che possa proteggere da tutte le varianti e che garantisca protezione per almeno un anno“Se si dovesse trovare un vaccino di questo genere – dichiara Bourla – potremo tornare alla vita a cui eravamo abituati.

In ogni caso, i dati finora analizzati da Pfizer verranno sottoposti agli esperti esterni della FdaFood and Drug Administration – ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. “L’obiettivo è quello di fornire un quadro coerente e non confuso a tutti i cittadini, in merito all’eventualità della quarta dose del vaccino”, conclude il direttore generale di Pfizer.

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Decreto Covid: anche il Senato approva il nuovo provvedimento 

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Il testo dispone il provvedimento che introduce l’obbligo vaccinale per gli over 50

Approvato definitivamente anche al Senato il nuovo decreto Covid, con provvedimento che introduce l’obbligo vaccinale per gli over 50. Come riportato da quotidianosanità.it , l’Assemblea del Senato ha rinnovato la fiducia al Governo con l’approvazione definitiva del disegno di legge di conversione recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza Covid.

In particolare, il nuovo decreto fa riferimento ai luoghi di lavoro e alle scuole, nel testo già licenziato dalla Camera. Ora si attende la firma finale del Capo dello Stato, Sergio Mattarella. (per maggiore approfondimento, il Disegno di Legge

Il nuovo decreto Covid dispone, inoltre, l’obbligo di possesso di un certificato verde Covid “rafforzato”, generato cioè esclusivamente da vaccinazione o da guarigione, per l’accesso ai luoghi di lavoro, pubblico e privato. La durata del Green pass diventa illimitata dopo la dose booster o con guarigione dopo aver concluso il ciclo primario.

Il provvedimento, su cui il governo ha posto la questione di fiducia tramite il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, è stato approvato con 193 voti favorevoli, 35 contrari e nessun astenuto.

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