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Telemedicina nelle farmacie dei piccoli centri: firmato il Decreto

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Stanziati oltre 10 milioni di euro per offrire strumenti di telemedicina nei centri con meno di 3mila abitanti

E’ stato firmato il decreto che stanzia oltre dieci milioni di euro per offrire strumenti di telemedicina alle farmacie dei Comuni con meno di 3.000 abitanti: lo rende noto il ministro della Salute, Roberto Speranza, in un post sul suo profilo Facebook. “Così – scrive il ministro – chi vive in un piccolo comune potrà effettuare alcuni esami e screening più facilmente. Portare la salute più vicino ai cittadini vuol dire costruire un Servizio Sanitario Nazionale più forte”.

Le prestazioni di telemedicina in farmacia hanno le agevolazoioni previste dal Decreto ristori che prevede questo tipo di attività all’interno delle farmacie che operano nei centri con meno di 3mila abitanti. Previsto il riconoscimento di un credito di imposta pari al 50% fino a un massimo di 3000 euro per ogni beneficiario. Il limite di spesa, per il 2021, è pari a 10.715 milioni di euro e riguarda l’acquisto e il noleggio delle apparecchiature necessarie per effettuare questo tipo di attività. Questo tipo di investimento legato alla telemedicina rientra anche nella Legge di Bilancio del 2021.

La telemedicina è la strada intrapresa per cercare di ottenere un miglioramento del servizio sanitario, i benefici sono tanti perché permettono di raggiungere gli italiani e soddisfarne i bisogni. Benefici anche per il farmacista che riesce ad acquisire valore sotto diversi punti di vista. Aumenta il numero dei servizi da mettere a disposizione del paziente, oltre che accresce la sua posizione dal punto di vista professionale e reputazionale. Non solo. Diventa fondamentale svoltare in questo senso perché si diminuisce il peso sugli altri servizi sanitari. L’impatto sulla riduzione dei costi è notevole. E questo senza intaccare l’efficacia degli interventi.

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Covid-19

Somministrazione di vaccini: quasi 35mila i farmacisti abilitati

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Una cifra elevata di farmacisti secondo i dati di ISS

Sono poco meno di 35mila i farmacisti che si sono abilitati per la somministrazione dei vaccini Covid-19 in farmacia. Un risultato ottenuto attraverso la partecipazione alla prima edizione del Corso di formazione. Un corso per la ‘Somministrazione in sicurezza del vaccino anti Sars-Cov-2 nelle farmacie’ organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) tra aprile e dicembre scorsi.


Secondo i dati dello stesso ISS, riportati dall’Ansa, sono 34.836 i farmacisti che hanno completato il percorso formativo. Quelli che hanno acquisito le competenze per l’inoculazione dei vaccini. Abilitandosi per la partecipazione alle equipe vaccinali Covid-19 (pari al 98% del totale di 35.706 iscritti). Di questi, oltre 2 su 3 sono donne (il 69%).

Un’adesione così alta e diffusa su tutto il territorio nazionale. E’ la conferma che i farmacisti italiani hanno dato (e continuano a dare in queste ore) un contributo diretto alla campagna vaccinale per uscire dall’emergenza sanitaria. Un impegno crescente che ha consentito di aumentare il numero delle sedi vaccinali a favore dei cittadini. E di raggiungere, a inizio febbraio, 2 milioni di somministrazioni di vaccino eseguite nelle farmacie territoriali“, ha dichiarato Andrea Mandelli, presidente della Fofi, la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani.


Per Luigi d’Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Cannavò e vicepresidente della Fofi, “la storica vocazione al servizio dei farmacisti italiani e la straordinaria flessibilità operativa della farmacia hanno trovato concreto ed efficace riscontro nella drammatica esperienza pandemica. Rappresentando un sistema efficiente e collaudato della sanità territoriale a sostegno del Servizio sanitario. E a beneficio della comunità che si è giovata delle specifiche competenze scientifiche di un professionista formato e costantemente aggiornato. E tutto ciò è stato possibile grazie anche alla proficua collaborazione con l’Istituto superiore di sanità”.

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Tamponi e lunghe code in farmacia: chieste agevolazioni alle Regioni

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Tra le soluzioni delle Regioni potrebbe esserci effettuare tamponi oltre orario e nei giorni di chiusura

E’ corsa al tampone per poter ottenere il Green Pass. La data del 15 ottobre non ha fatto altro che produrre una nuova ondata di persone che sono andate alla ricerca del prezioso documento per poter continuare a lavorare. Il risultato di questa decisione ha portato a lunghe ore in fila per aspettare il proprio turno. Una situazione ingestibile per diversi punti di vista. Ecco perché la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) ha chiesto al Commissario Figliuolo di avere una mano dalle Regioni in questo senso. Proposta che è stata accolta favorevolmente.

Si capisce, specie in questo momento, quanto sia importante il servizio farmaceutico. Strutture pronte a fare tamponi anche senza prenotazione pur di velocizzare la macchina ed evitare le lunghe code e e relativo servizio congestionato. Questa è una soluzione tra quelle pensate. Un’altra possibilità, come suggerito dallo stesso Commissario, in accordo col Ministero della Salute, potrebbe essere quella agevolare le farmacie nel continuare ad effettuare i tamponi antigenici oltre gli orari e nelle giornate di chiusura, per coprire la richiesta delle persone che non sono prenotate. Una soluzione che i farmacisti sapranno sfruttare, assicura la Fofiper rendere un servizio ancora più efficace ed efficiente”.

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Pdta: la Campania presenta il progetto nel corso del Congresso SIFO

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I Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali al centro della discussione della Regione

In regione Campania si sta lavorando su Pdta (Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali) di grande importanza. Abbiamo esperienze molto forti che hanno visto il coinvolgimento dei farmacisti, della medicina generale, degli specialisti ambulatoriali e delle strutture ospedaliere. Ci fondiamo su queste esperienze e sui gruppi di lavoro sul Pdta. Sono sicuro che saranno messe in campo delle azioni che porteranno al maggiore coinvolgimento e alla maggiore presa in carico di tutti gli assistiti sul territorio regionale“.

Queste parole sono state dette da Ugo Trama, dirigente del Servizio Farmaceutico della Regione Campania e componente del consiglio direttivo della Sifo, durante il Congresso nazionale che si è tenuto a Roma dal 14 al 17 ottobre.

Il Pdta è uno strumento necessario del quale si conosce anche l’utilità per garantire un percorso assistenziale appropriato all’interno di una regione – ha proseguito Trama. Dal punto di vista farmaceutico, diventa anche uno strumento ulteriore che facilita l’accesso alle cure farmacologiche in maniera adeguata. Volontà delle Regioni è quella di cercare di permettere su tutto il territorio regionale l’accesso alle terapie innovative. Questo, affinché possa essere reso sostenibile in termini di sanità e di economicità, si può fare solo mediante gli strumenti del Pdta”.

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