I nostri Social

Prevenzione

Vaccini antinfluenzali in farmacia, SMI contrario all’Accordo quadro

Pubblicato

il

Tempo di lettura: 2 minuti

Tanti i dubbi del Sindacato in merito alla decisione di allargare la vaccinazione antinfluenzale alle farmacia

Il protocollo d’intesa tra Governo, Regioni, Federfarma e Assofarm prevede la somministrazione dei vaccini antinfluenzali in farmacia; prendiamo atto della disponibilità delle farmacie alla somministrazione dei vaccini ma ribadiamo che la somministrazione di un farmaco è un atto medico, con tutte le ripercussioni che questo può avere” così una nota della Segreteria Nazionale del Sindacato Medici Italiani.
 
La medicina generale, in piena pandemia, ha somministrato milioni di dosi di vaccino antinfluenzale, raggiungendo larga parte della popolazione e contrastando con un intervento capillare la diffusione dell’influenza”, prosegue lo Smi.
 
La volontà politica di Governo e Regioni, invece, favorisce l’esternalizzazione di un servizio da sempre erogato, con successo dalla medicina territoriale. Sarebbe, come a parti inverse, sostenere che si abilitano gli studi medici alla vendita e alla dispensazione di farmaci” continua la nota del SMI.
 
Nel merito – si precisa – della decisione che vede le farmacie coinvolte nella campagna antinfluenzale chiediamo al Ministro della Salute cosa faranno i medici di medicina generale. Che fine faranno le dosi già conferite nei propri frigoriferi. Cosa accadrà se i propri assistiti saranno invece vaccinati contro l’influenza presso gli Hub vaccinali anticovid o nelle farmacie? Quale soggetto istituzionale avviserà i medici di medicina generale dei nominativi dei pazienti che avranno i vaccini in altra sede. Considerato che molti dei pazienti sono già stati preallertati ed assegnato a loro specifico appuntamento  per il vaccino antinfluenzale ?”. 
“Prendiamo atto, ancora una volta, che ai decisori politici è mancato il coraggio di scommettere sui medici di medicina generale. E questo vale
anche per quanto riguarda il vaccino antinfluenzale. Il medico di famiglia, ci preme ricordarlo, è il principale presidio del Servizio Sanitario Nazionale”, conclude il SMI.

Potrebbe anche interessare Vaccino antinfluenzale in farmacia: siglato l’Accordo Quadro

Continua a leggere
Advertisement
Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

News

Analisi Simri: 4 bimbi su 100 hanno provato la sigaretta elettronica

Pubblicato

il

Tempo di lettura: 2 minuti

La società si è basata sulle informazioni dell’ISS e riguarda i bimbi delle scuole primarie

Un dato allarmante: quattro bimbi su cento, appartenenti alla scuola primaria, hanno avuto un’esperienza con la sigaretta elettronica. Salendo di grado, il dato dei neofiti arriva al 43.4%, un valore esagerato. Un allarme lanciato dalla Simri, la Società italiana di malattie respiratorie infantili, sulla base delle informazioni raccolte dall’ISS.

Lo studio della Simri parla della percentuale di studenti che ha già utilizzato la sigaretta è pari al il 41,5%, mentre quella di coloro che la usano abitualmente è pari al 1,7%. Inoltre, tra i ragazzi che hanno già avuto un contatto con il tabacco o la nicotina, il 20,1% ha iniziato con la sigaretta elettronica e il 2,3% con la sigaretta a tabacco riscaldato, dimostrando che poco meno di uno studente su quattro sperimenta per la prima volta proprio i prodotti immessi sul mercato nel corso degli ultimi anni, dimostrando come il reale target di riferimento sia rappresentato dai giovani e non dai fumatori di sigarette tradizionali, nell’ottica di ridurre tale dipendenza”.

Incredulità tra i pediatri e i medici di medicina generale per un fenomeno che non pensavano potesse essere così frequente e preoccupante in Italia.

Per noi pediatri – spiega Massimo Landi, vicepresidente Simri – l’adolescenza è un campo ombrato perché non fa più parte della nostra filiera di pazienti ma spesso i ragazzi non vanno nemmeno dal medico generico”.

E allora si comprende bene quanto sia importante il lavoro di prevenzione che si dovrebbe fare per un fenomeno del genere. Una novità che, nello specifico, viene preferita più dai maschi rispetto alle femmine. Un lavoro da fare nelle scuole per cominciare a far capire le problematiche di dipendenza legate a questo tipo di strumento. Senza dimenticare che, anche un minimo valore di nicotina, comunque può generare danni.

Potrebbe anche interessare Rapporto Unicef: 1 bimbo su 7 ha un disturbo mentale

Continua a leggere

Oncologia

DL Sostegni – 1 milione di euro alla Rete Italiana Screening Polmonari per la diagnosi dei tumori

Tempo di lettura: 2 minuti Approvato un emendamento al Decreto Legge Sostegni – bis che ha lo scopo di finanziare un programma nazionale sperimentale di screening.

Pubblicato

il

Tempo di lettura: 2 minuti

DL Sostegni – bis: un milione di euro alla Rete Italiana Screening Polmonari per la diagnosi dei tumori

Approvato un emendamento al Decreto Legge Sostegni – bis dalla Commissione Bilancio della Camera che ha lo scopo di finanziare un programma nazionale sperimentale di screening polmonare per gli anni 2021 e 2022.

L’emendamento è stato presentato da Stefano Benigni per il gruppo Misto e della coppia del Partito Democratico, Pini – Carnevale, e garantirà 1 milione di euro all’anno alla Rete Italiana Screening Polmonare per la realizzazione di programmi di prevenzione e monitoraggio del tumore al polmone.

L’approvazione viene vista come sospiro di sollievo perché toccherà tutti i cittadini a rischio di sviluppo di una neoplasia polmonare, persone che, grazie anche all’aiuto dei medici di famiglia e degli specialisti, potranno sottoporsi a screening gratuiti che, si spera, nella maggior parte dei casi, potranno aiutare a salvare la vita dei pazienti.

Si punta tutto sulla diagnosi precoce

È la vera strada per cercare di risolvere un problema e, per questo, tali fondi non possono che essere visti in maniera positiva, visto che serviranno anche a promuovere un rinnovamento del parco diagnostico e tecologico nazionale: il tutto finalizzato al contrasto ai tumori a maggiore incidenza.

Non solo questo, la sperimentazione aiuterà a definire anche quei gruppi di persone per i quali il beneficio dello screening è maggiore

Questo con l’obiettivo di promuovere l’ampliamento dei programmi nazionali di prevenzione oncologica attraverso l’inserimento dello screening polmonare nei LEA. Un’innovazione in tutto e per tutto, si pensi solo che fino a oggi non erano previsti programmi nazionali di screening polmonari rimborsati dall’SSN, come accade, invece, per altri tipologie di tumori da alta incidenza.

Meglio tardi che mai, specie se si considera che numerosi studi hanno dimostrato che la diagnosi precoce, attraverso lo screening polmonare a basso dosaggio di radiazioni risulta fondamentale per ridurre il tasso di mortalità grazie all’intervento in uno stadio maggiormente controllato delle neoplasie e puntare al raddoppio del periodo di sopravvivenza dei soggetti, portandoli a cinque anni dalla diagnosi. Infine, la sperimentazione, tra gli altri benefici, consentirà di poter valutare bene anche i rapporti benefici-rischi e costo-efficacia, con l’idea di renderli ottimali.


Potrebbe interessarti anche Borse di specializzazione in medicina: aumento di 4200 contratti

screening tumore polmoni

Categorie che potrebbero interessarti:

Covid-19

Oncologia

News

Eventi ECM

Soft Skills

Continua a leggere

Prevenzione

Tumore alla Prostata: calo degli interventi nelle regioni con forte incidenza pandemica

Tempo di lettura: 2 minuti Il Covid-19 ha monopolizzato l’attenzione, lasciando indietro aspetti che hanno subito rallentamenti come diagnosi, screening e interventi.

Pubblicato

il

Tempo di lettura: 2 minuti

Tumore alla Prostata: effetto Covid, calo degli interventi di chirurgia prostatica nelle Regioni con forte incidenza pandemica

Il Covid-19 ha monopolizzato, se così si può dire, l’attenzione di tutti, lasciando indietro altri aspetti che hanno subito rallentamenti.

Cure, diagnosi, screening e interventi che sono stati “accantonati” per unirsi nella lotta alla pandemia

Ora si cerca di correre ai ripari, anche tramite fondi, che devono aiutare a riportare la sanità ad essere equamente impegnata in ogni suo singolo aspetto.

Questo, però, è il momento della conta dei danni per capire come intervenire e in che misura farlo. Un aspetto, in particolare, desta preoccupazione ed è quello legato al taglio dei volumi di attività nella chirurgia prostatica, una riduzione del 30% degli interventi nelle Regioni che hanno subito un’incidenza forte della pandemia.

“Tutto il Paese fatica a riorganizzare i reparti e a gestire le liste d’attesa – spiega Vincenzo Mirone, Ordinario di Urologia dell’Università Federico II di Napoli sulle colonne dell’Ansa – ma c’è anche, ancora, la paura del contagio da parte di molti pazienti, spesso anziani e affetti da altre patologie. Si stima una riduzione di circa il 30% delle visite, un calo davvero preoccupante. Questi gli effetti dell’onda d’urto dell’epidemia sulla prevenzione del cancro della prostata e sulle terapie di chi, spaventato dalla paura del virus, spesso trascura il rispetto di cure e follow-up”.

“Una neoplasia quella del tumore alla prostata – prosegue Mirone – che vede 37.000 nuove diagnosi ogni anno in Italia (la metà delle quali nel 2020 perse a causa del Covid) e che, dopo il melanoma, negli over 50 è la più frequente negli uomini, con il 20% di tutti i tumori maschili”.

“L’età media al momento della diagnosi è di 72 anni e si sviluppa più frequentemente a partire dai 50 anni. Con le vaccinazioni contro il Covid-19 speravamo in una ripresa di maggiore efficacia – spiega Giuseppe Procopio, Responsabile dell’Oncologia Medica Genitourinaria della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – e invece le migrazioni sanitarie dal Sud al Nord si sono fermate, i nostri pazienti anziani che vivono nel Mezzogiorno ancora temono spostamenti e contagi. Ma un ritardo di 3-6 mesi nelle terapie può essere fatale a molti di loro”.

Potrebbe interessarti anche Indagine del rapporto tra cittadino e medico di base: percentuale di fiducia si attesta al 77,5%

tumore alla prostata

Categorie che potrebbero interessarti:

Covid-19
Oncologia
News
Eventi ECM
Soft Skills

Continua a leggere

In evidenza

© Riproduzione riservata - Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione della fonte corretta www.italianmedicalnews.it.