I nostri Social

Pediatria

Vaccino nella fascia 5-11 anni: il punto di vista dei pediatri italiani

Pubblicato

il

Tempo di lettura: 3 minuti

Il mondo dei pediatri si è espresso in favore della vaccinazione nella fascia d’età tra i 5 e gli 11 anni

Il mondo dei pediatri italiani si è espresso con una voce unica. Un documento sul tema della vaccinazione ai bambini di età compresa dai 5 agli 11 anni. Il Coordinamento scientifico di Medico e Bambino, che ha partecipato attivamente alla sua stesura, ne ha condiviso pienamente i contenuti.

È il tema caldo del momento. L’apertura della campagna vaccinale per i bambini al di sotto dei 12 anni e, precisamente, nella fascia d’età 5-11 anni: con autorizzazione e raccomandazione del vaccino dalla FDA per l’uso negli Stati Uniti e anche in Europa e in Italia.

Un tema molto delicato perché c’è da tenere conto delle varianti in età pediatrica. Le valutazioni devono tenere conto di aspetti strettamente medici e assistenziali, i prioritari, e quelli di natura psicologici e sociali.

Uno studio americano ha valutato i benefici del vaccino in età pediatrica

Considerazioni fatte portano a dire i rischi dell’infezione sono inversamente proporzionali all’età. Fino a oggi, dati dell’ISS alla mano, ci sono stati 36 decessi in bambini e adolescenti da attribuire al Covid e 206 ricoveri in terapia intensiva. Tutti al di sotto dei 18 anni, 39 nella fascia compresa tra i 5 e gli 11 anni.

Inoltre, altro dato importante: l’infezione è più temibile nei bambini che presentano delle condizioni di rischio. Nello specifico immunodeficienze, quadri severi di obesità e di diabete non controllati adeguatamente, trisomia 21 e patologie del neurosviluppo. In questo casi, aumentano rischi di complicanze e mortalità.

Dai dati pubblicati dalla FDA è emerso anche che il vaccino Pfizer somministrato in questa specifica fascia d’età consente di prevenire le infezioni. E la percentuale è del 90.7%. Dallo stesso studio effettuato sui 3000 bambini è emersa la capacità del vaccino nel prevenire ricoveri e decessi. Oltre che assenza di effetti collaterali di rilievo. La vaccinazione riduce di molto la complicanza indiretta dell’infezione, nota come la MIS-C o Multi-Organ Inflammatory Syndrome in Children, finora osservata con una incidenza di 3 per 10.000 soggetti sotto i 21 anni. Si tratta di un’infiammazione associata all’infezione che, in molti casi, comporta un interessamento cardiaco. Una situazione che, però, si risolve senza esiti a distanza ma ha bisogno di un ricovero prolungato. Un fattore che può essere devastante per il bambino.

L’effetto collaterale che si è manifestato si è dimostrato di modesta entità

Un effetto collaterale che, comunque, si è dimostrato di modeste entità, in particolare nei giovani e negli adolescenti.

Insomma, lo studio americano sull’efficacia e la sicurezza del vaccino sui bimbi tra i 5 e gli 11 anni non ha mostrato alcun caso di miocardite. Allo stesso tempo, però, non aveva un numero tale da poterlo escludere completamente l’eventualità.

Come detto, si tratta di una fascia delicata perché, spesso, soggetta a infezioni delle vie aeree e alle infezioni gastrointestinali. Una sintomatologia correlata, quindi, sovrapposta al Covid, necessita di una verifica tramite tampone in un numero molto elevato di bambini. Un fenomeno che rischia di amplificarsi se le previsioni di incremento delle influenze sarà confermato. Ciò potrebbe portare a un aumento significativo del ricorso costante a pediatri di famiglia e pronto soccorso.

I pediatri sono concordi nel raccomandare la vaccinazione

E questo potrebbe creare un ingolfamento del sistema. La vaccinazione riduce di molto ma non impedisca l’infezione da Covid-19 e la trasmissione della malattia. In caso di malattia con sintomi compatibili può essere ridefinita la necessità di tamponi diagnostici ed esami specifici per covid nei bambini vaccinati che presentino sintomi compatibili. E questo riduce quindi il disagio per i bambini e le loro famiglie. Insomma una serie di vantaggi di cui tenere conto.

In conclusione, i pediatri sono concordi nel raccomandare la vaccinazione nei bambini tra i 5 e gli 11 anni. Può prevenire casi severi, anche se rari, di ridurre i disagi per i bimbi e per le famiglie e aumentare il grado di libertà. Diventa ancora più raccomandato se il bimbo soffre di patologie croniche e se convive o ha contatti con adulti anziani o fragili. La raccomandazione alle famiglie non deve essere in termini imperativi, ma deve rappresentare un’occasione di dialogo col pediatra.

Potrebbe anche interessare Covid e influenza in età pediatrica, prof Guarino: “Bisogna prepararsi alla tempesta perfetta”

Continua a leggere
Advertisement
1 Comment

1 Comment

  1. Pingback: Vaccino nella fascia d'età 5-11 anni: c'è il via libera di AIFA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Pediatria

Dieta vegetariana per i bambini consigliata, ma attenzione al rischio sottopeso

Pubblicato

il

dieta
Tempo di lettura: 2 minuti

L’evidenza emerge dallo studio di un team canadese che ha seguito circa 9.000 bambini tra i sei mesi e gli otto anni

La dieta vegetariana per i bambini presenta crescita e parametri biochimici di nutrizione simili a quelli di bambini che mangiano carne. Il grosso rischio però è quello di sottopeso. Ciò è quanto evidenzia uno studio canadese pubblicato da Pediatrics che spiega come ci sia bisogno di fornire cure speciali per casi particolari di diete vegetariane per bambini. Lo studio è stato guidato da Jonathon Maguire, del St. Michaels’s Hospital dell’Unity Health di Toronto

Il team di ricerca ha valutato circa 9.000 bambini per un età media di 2,8 anni. Tra questi circa 250 seguivano una dieta vegetariana e presentavano livelli di indice di massa corporea, altezza, ferro, vitamina D e colesterolo simili ai coetanei con dieta ‘tradizionale’. Il lato negativo, però, è che i bambini vegetariani avevano una probabilità di quasi il doppio di essere sottopeso.

E’ lo stesso Maguire a spiegare come “le diete vegetariane sono riconosciute come modello sano per l’assunzione di frutta, verdura, fibre e riduzione di grassi saturi. Pochi però hanno studiato l’impatto di questi regimi alimentari su crescita e stato nutrizionale – afferma lo studioso. “Le attuali linee guida differiscono rispetto a consigliare una dieta vegetariana durante l’infanzia. È necessaria un’attenta pianificazione dietetica per i bambini sottopeso quando si considerano diete vegetariane. In ogni caso – conclude – le diete vegetariane sono appropriate per la maggior parte dei bambini”. 

Potrebbe interessare anche Nutraceutica e sistema immunitario: il ruolo dei nutraceutici in reumatologia

dieta

Continua a leggere

Pediatria

L’importanza del pediatra di famiglia: l’analisi del Dott. Antonio D’Avino

Pubblicato

il

pediatra
Tempo di lettura: 3 minuti

Il Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) spiega ad Italian Medical News il ruolo fondamentale della figura del pediatra di famiglia per una corretta crescita dei bambini

Antonio D’Avino, noto pediatra di fama nazionale e neo Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ha rilasciato un’interessante intervista spiegando l’importanza del ruolo del pediatra di famiglia. Tra le sue dichiarazioni emergono lucide analisi, in particolare riguardo il ruolo genitoriale e l’importanza della sinergia tra pediatra, famiglia e scuola

Dottore, quali sono i prossimi obiettivi, e in generale gli scopi principali della FIMP? 

“La Federazione è costituita da pediatri di famiglia. Noi siamo tutti pediatri che operano sul territorio e abbiamo in cura bambini dai 0 ai 14 anni di età; nei casi particolari fino ai 16 anni, specie per coloro che soffrono di patologie croniche. Il rapporto di fiducia e la capillarità degli studi sono un po’ i due punti cardine del pediatra di libera scelta. Il Decreto Ministeriale n.71 recentemente ha dato delle indicazioni sul futuro della sanità, dove la parola ‘prossimità’ sarà il termine chiave, come anche ribadito più volte dal ministro Speranza. Il nostro obiettivo è dunque garantire al pediatra di famiglia un ruolo cardine nei modelli organizzativi futuri”.

L’importanza del tempo dedicato ai propri figli

Rispetto al passato, si diventa genitori in età sempre più adulta e consapevole. Lei pensa che i bambini nati da queste coppie, abbiano una marcia in più?

“Più che l’età è importante il tempo che i genitori dedicano ai propri figli. In base ai miei 30 anni d’esperienza le posso dire che ci sono coppie giovanissime che dedicano tempo ai loro figli così come coppie più adulte. Io credo che la qualità del tempo dedicato sia fondamentale. Quello che mi sento di dire in tal proposito, è che purtroppo oggi con le innovazioni tecnologiche si riducono i rapporti sociali dei bambini. In questo i genitori devono essere molto determinati. È fondamentale che loro invitino i bambini a stare all’aria aperta, nei parchi, a giocare a pallone. Soprattutto è importante che i bambini non siano tutti chiusi in una stanza, connessi virtualmente, senza socializzare tra di loro, come purtroppo talvolta capita. Questo è un tema fondamentale che deve essere affrontato. Ciò vale sia per le coppie giovani sia per quelle più adulte”.

Quanto è importante la sinergia tra pediatria, famiglia e scuola? 

“La triade pediatria di libera scelta, scuola e famiglia è fondamentale. Ed è fondamentale che ognuno dei tre ruoli in questione svolga al meglio la propria funzione. La scuola è fondamentale per continuare quell’azione di educazione a corretti stili di vita. Noi abitualmente facciamo da tanti anni, nei nostri studi professionali, delle visite programmate intitolate ‘Bilanci di Salute’. In queste visite noi ci dedichiamo principalmente a perseguire un obiettivo fondamentale, ovvero educare alla prevenzione. In questo la scuola può avere un fondamentale ruolo di supporto rispetto a quello che noi facciamo. Sarebbe molto importante concordare delle linee di indirizzo generali con l’ufficio scolastico regionale affinché tutte le scuole di ordine e grado abbiano degli input generali condivisi con le famiglie e con noi. In modo da dare informazioni condivise e non disomogenee ai bambini/ragazzi. Ritengo che questo sia fondamentale”.

I princìpi da inculcare e il rapporto di fiducia tra pediatra e bambini

Quali sono secondo Lei i valori fondamentali da inculcare ai bambini? 

“Ritengo che alcuni ideali come il rispetto, l’amicizia, la volontà di interagire con coetanei di ogni condizione sociale, provenienza, credo religioso, debbano essere la base dell’educazione. Nei bambini dobbiamo inculcare questi princìpi che forse al giorno d’oggi non vengono ritenuti cosi basilari come dovrebbero essere. In questo gioca un ruolo chiave la scuola. Spesso, nelle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, non sempre c’è possibilità di interloquire e interagire con i propri figli; è in questi casi che diviene ancor più importante una buona educazione scolastica. In generale comunque, è fondamentale educare i bambini secondo i princìpi che ho citato poc’anzi”.

Vorrebbe aggiungere altro?

“Concluderei dicendo che il pediatra di famiglia è sempre stato e sempre vorrà essere una figura di riferimento per le famiglie. Abbiamo il privilegio di seguire i bambini fin dalla loro nascita; la nostra prima visita avviene durante i primissimi giorni di vita del bambino e il rapporto prosegue per anni e anni, caratterizzato da una fortissima fiducia. Capita spesso che una volta diventati adolescenti e terminato il percorso insieme, molti ragazzi si mostrano dispiaciuti. Il messaggio che mi sento di trasferire è quello di mantenere questo rapporto di fiducia con i bambini e con le famiglie. Questa è la base per poter garantire una risposta adeguata ai bisogni sanitari e assistenziali delle famiglie”.

Potrebbe interessarti anche Pediatria, Antonio D’Avino è il nuovo presidente FIMP

pediatra

Continua a leggere

Pediatria

Pediatria, Antonio D’Avino è il nuovo presidente FIMP

Pubblicato

il

fimp
Tempo di lettura: 2 minuti

Il nuovo presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, napoletano, classe 1962, resterà in carica per i prossimi quattro anni

Antonio D’Avino è il nuovo presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). Il neopresidente, classe 1962, è stato Segretario provinciale FIMP di Napoli e vicepresidente nazionale. Sarà affiancato dai due vicepresidenti, Luigi Nigri, pugliese e Roberto Capuano, lombardo.

D’Avino ha rilasciato importanti dichiarazioni nel corso del suo discorso di insediamento. “Servire la FIMP è per me un grande privilegio. Ringrazio la squadra che ha creduto in questa proposta di cambiamento. Onorerò il mio impegno lavorando con la nuova Segreteria Nazionale e con quelle realtà come la scuola, che insieme a noi accompagnano i bambini nella loro crescita. Vogliamo riscrivere le risposte ai bisogni di salute, avvicinandoci ai problemi reali dell’infanzia e che nel tempo hanno subito moltissime trasformazioni. Per farlo dobbiamo entrare nella programmazione e nella strutturazione della riforma con tutti i soggetti istituzionali coinvolti”.

“Ora si apre una nuova stagione, assai sfidante. Sono certo che insieme contribuiremo a costruire e a rappresentare il futuro della Sanità”.

Il neopresidente FIMP, ha continuato il proprio discorso rilasciando qualche anticipazione sui prossimi obiettivi“Dei venti miliardi di euro destinati alla Sanità nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, otto saranno destinati al territorio. Siamo lieti – prosegue D’Avino – che il Ministro [Speranza, n.d.r.] concordi sulla centralità della prossimità, come chiave di volta di una nuova stagione del nostro Sistema Sanitario Nazionale”.

“Il Pediatra di Libera scelta – aggiunge – gode di un tesoro inestimabile: la fiducia delle famiglie che da 40 anni rimane immutata. Ripartiamo da qui e dal preziosissimo valore delle capillarità delle Cure Primarie. Abbiamo affrontato con senso di responsabilità e con enorme sacrificio i dolorosi anni della pandemia da Covid-19. Ora si apre una nuova stagione, assai sfidante. Sono certo che insieme contribuiremo a costruire e a rappresentare il futuro della Sanità. La FIMP – conclude D’Avino – parte con una squadra molto forte che comprende esperienza e innovazione. La passione e l’entusiasmo, insieme al lavoro continuo, portano sempre dei risultati. Lo dimostreremo”. 

Potrebbe interessarti anche FIMP: il ruolo dei pediatri in una sanità che non può farne a meno

FIMP

Continua a leggere

In evidenza

© Riproduzione riservata - Ne è consentita esclusivamente una riproduzione parziale con citazione della fonte corretta www.italianmedicalnews.it.